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CRONISTI IN PRIMA LINEA NELLA DIFESA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

CRONISTI IN PRIMA LINEA NELLA DIFESA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA
Attualità
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Riunita a Viareggio per il suo XIX Congresso, l’Unione Nazionale Cronisti Italiani ha confermato e rinforzato il proprio impegno a opporsi con la massima decisione a qualsiasi tentativo di limitare la libertà di stampa e comprimere il diritto-dovere dei cittadini ad essere informati in modo corretto, completo e tempestivo; ha premiato Wikileaks per la sua azione di taglio giornalistico tesa a svelare i segreti; ha rinnovato gli organi dirigenti, confermando Guido Columba alla presidenza. La mozione conclusiva del Congresso, al quale ha partecipato il presidente della Fnsi Roberto Natale,  indica che le principali  fonti di attacco a un libero giornalismo sono quelle politiche, quelle delle fonti informative, sia di polizia giudiziaria, sia della pubblica amministrazione e degli Enti locali; quelle giudiziarie, con  riferimento ad alcune sentenze della Corte di Cassazione e ai comportamenti talvolta intimidatori di alcuni pm. Dal 1993, data di inizio di Tangentopoli, fino ad oggi, sono stati almeno quattordici i tentativi di comprimere la libertà di stampa con proposte di restrizione della libertà personale dei giornalisti e divieto di pubblicazione dei contenuti delle intercettazioni telefoniche, strumento decisivo nelle indagini giudiziarie e amministrative. Oggi, il governo e il ministro Alfano sono pronti a ripresentare il disegno di legge-bavaglio che, modificando la normativa sulle intercettazioni, minaccia in realtà il diritto dei giornalisti a informare e quello dei cittadini a conoscere i fatti. L’Unione Cronisti, che da sempre ha condannato gli abusi nella pubblicazione delle intercettazioni e ha d’altro canto rilevato come  nel nostro ordinamento esistano già norme e contrappesi in grado di punire le eventuali  offese alla dignità delle persone, riafferma la volontà di continuare a opporsi con decisione e convinzione, così come fatto sino a questo momento, a ogni ulteriore tentativo di emanare norme liberticide, in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione e sollecita Federazione della Stampa e Ordine dei Giornalisti a rinnovare il loro impegno. A Viareggio il premio a Wikileaks, ritirato dal suo portavoce Kristinn Hrafnsson, è stato motivato con il fatto che la pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti coperti da segreto ha smantellato il principio che per la “ragion di Stato” tutto è consentito. Persino calpestare i diritti dei cittadini. Anche nelle vicende più complesse e controverse, Wikileaks non ha mai derogato ad alcuni dei cardini della professione giornalistica, intesa in senso ampio: verifica della notizia, tutela delle fonti, interesse pubblico della notizia.

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