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DENUNCIA DI VINCIULLO SULLE MANCATE ASSUNZIONI

DENUNCIA DI VINCIULLO SULLE MANCATE ASSUNZIONI
Politica
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L’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, il 28 settembre 2011, ha pubblicato la graduatoria finale del concorso per 42 posti di Dirigente tecnico bibliotecario e del concorso per 97 posti di Assistente tecnico restauratore.
Questi concorsi, banditi dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali nel marzo del 2000, hanno avuto un iter decisamente tempestoso: 9 sentenze del TAR Sicilia e 4 diversi Decreti del Direttore Generale hanno ritardato, prima, e rivoluzionato dopo, le varie graduatorie delle domande pervenute.
Quest’ultimo Decreto, che doveva, finalmente, mettere la parola fine a questa vicenda, sta, invece, causando una serie di vibranti proteste, questa volta dovute a quanto stabilito dal comma 1 dell’art. 5 che, testualmente, cita: “Ai sensi dell’art. 1, comma 10 della L.R. n. 25/2008. vige, per il quinquennio 2011-2015, il divieto di assunzioni e, pertanto, non si procede alla dichiarazione di vincitori e alla relativa assunzione”.
Con due separate Interrogazioni parlamentari, l’On. Vincenzo Vinciullo, Vicepresidente della Commissione ‘Affari Istituzionali’ dell’Ars, intervenendo sulla situazione, ha osservato: “Appare evidente l’assoluta incongruenza dell’applicazione di una norma regionale che, se da un lato mira a porre un freno alle assunzioni all’interno della Regione, dall’altro non può essere applicata in questo caso, tenuto conto che siamo in presenza di regolari vincitori di due concorsi banditi più di 10 anni fa e che, se non ci fossero stati tutti i ritardi dovuti alle sentenze del TAR Sicilia si sarebbero dovuti concludere almeno 6 anni fa con l’avviamento al lavoro dei vincitori dei concorsi medesimi.
Non si possono obbligare i vincitori dei due concorsi ad attendere ulteriori 4 anni, sia per motivi anagrafici, sia per eventuali e motivati ricorsi che causerebbero altre spese legali alle casse regionali. Visto che – ha concluso l’On. Vinciullo – vi è in discussione, al Parlamento regionale, l’iter per la regolarizzazione degli ultimi precari regionali rimasti fuori dai precedenti processi di stabilizzazione, alla luce di quanto esposto sopra, si potrebbe utilizzare questo spazio legislativo per avviare al lavoro i 42 e i 97 vincitori di questi concorsi”.

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