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Siracusa| DISASTRO METEO, CONFAGRICOLTURA SIRACUSA: “UNA MORATORIA GENERALE PER AIUTARE LE AZIENDE”

Siracusa|  DISASTRO METEO, CONFAGRICOLTURA SIRACUSA: “UNA MORATORIA GENERALE PER AIUTARE LE AZIENDE”
Attualità
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Una moratoria generale di tutte le scadenze, bancarie, contributive e fiscali di ogni genere per almeno un anno e provvedere agli accertamenti tecnici per i danni alle strutture produttive e di servizio delle aziende agricole e, in via eccezionale, valutare i danni alle produzioni ortofrutticole, sugli alberi, in campo e nelle serre, non più coperte dalla legge sulle avversità atmosferiche, per proporre all’UE un pacchetto di norme per venire incontro alle aziende agricole così gravemente colpite.
Lo chiede Confagricoltura Siracusa che ha avviato una stima dei gravi danni subiti dalle aziende agricole per il disastro meteo che si è abbattuto con grandine, piogge intense e venti ciclonici. Confagricoltura ha inviato al prefetto e ai sindaci dei ventuno comuni della provincia l’invito a sollecitare al governatore della Regione, Raffaele Lombardo, ed al premier Mario Monti la richiesta di stato di calamità naturale.
A Siracusa, oltre agli allagamenti dovuti alle piogge, migliaia di metri quadrati di serre e tunnel sono stati scoperchiati dalle raffiche di vento e le coltivazioni all’interno perse. A Lentini la copertura di un agriturismo è stata gravemente danneggiata ma altri gravi danni si segnalano alle colture ed ai frutteti a Carlentini, dove fra l’altro c’è stata un’interruzione delle linee elettriche per la caduta di alcuni cipressi. Danni anche ad Augusta e Francofonte. A Palazzolo diverse strade impraticabili ed alcune stalle hanno avuto i tetti divelti dal vento. Preoccupante la situazione per le serre di Pachino e Rosolini.
“Il bollettino danni in provincia è drammatico – sostengono il presidente di Confagricoltura, Massimo Franco, ed il direttore Biagio Bonfiglio – che può essere riassunto per grandi ambiti: le area agricole di pianura a nord sono allagate, intere contrade sono impraticabili, grazie ad una sciagurata gestione del territorio stravincolato ed abbandonato all’insegna del fondamentalismo ambientale. Nelle zone di collina le forti piogge hanno causato straripamenti dei fiumi, anche questi abbandonati ad ogni più elementare manutenzione, e se un agricoltore ci prova a fare un po’ di pulizia dell’alveo lo arrestano pure. In queste aree i danni da erosione sono notevoli. I forti venti hanno distrutto le colture protette della piana di Siracusa e Pachino e scoperchiato molte stalle e opifici della zona montana. Se il Governo regionale prima e quello nazionale vogliono aiutare veramente l’agricoltura a risollevarsi per intraprendere il suo solito e sano percorso produttivo, occorre immediatamente disporre la moratoria senza alcun tentennamento. Invitiamo i deputati regionali e nazionali a farsi carico di questo appello di emergenza e di pronto soccorso. Si è trattato di un evento atmosferico eccezionale non rientrante fra quelli stagionali in qualche modo prevedibili e imputabili al normale rischio d’impresa. I danni sono incalcolabili, la grandina di mercoledì ha messo in ginocchio l’agrumicoltura almeno per un altro anno compromettendo l’integrità fogliare della chioma, oltre alle arance che con gli sferzanti venti di questi ultime tre giorni sono definitivamente a terra”.

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