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E’ MARTINA CANCEMI A VINCERE IL PREMIO MIGLIORE TESI IN LINEA CON BIOARCHITETTURA SIRACUSA

28 Dicembre 2011 | by Redazione Webmarte
E’ MARTINA CANCEMI A VINCERE IL PREMIO MIGLIORE TESI IN LINEA CON BIOARCHITETTURA SIRACUSA
Attualità
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É una neolaurata 26enne, Martina Cancemi, della facoltà di architettura di Siracusa, ad aggiudicarsi il Premio per la Migliore tesi in linea con bioarchitetrtura Siracusa con il progetto “Un orto gioco ad Avola”. Il lavoro scelto dalla Giuria che si è riunita lo scorso 20 dicembre a Villa Reimann presso il CUA, ha trovato la più ampia convergenza facendo esprimere all’unanimità i membri della commissione valutatrice “perché coniuga in un ventaglio di tematiche in linea con le finalità del bando, la progettazione partecipata al tema del verde, il km 0 al risparmio del suolo, con un’attenzione particolare al sociale nel recupero di un quartiere periferico e nella definizione di uno spazio aggregativo a misura di bambino che comprende un’azione educativa per i più piccoli”.

Le tesi candidate al concorso, per la maggior parte provenienti dalla facoltà di architettura di Siracusa, contano la presenza anche della Facoltà di Ingegneria di Catania, di Architettura di Firenze e di Roma Tre. La Giuria, guidata dal presidente dell’INBAR Siracusa Massimo Gozzo, ha inoltre assegnato tre menzioni speciali. Le menzioni sono andate, per l’area tecnologico-strutturale, a Viviana Russello con la tesi Contemporary house moduli abitativi temporanei “per il grado di approfondimento di una tematica che sposa il principio dell’ecosostenibilità, grazie all’uso di materiali riciclabili e pannelli fotovoltaici, con il confort abitativo e il risparmio energetico”; per l’area insediativo-urbanistica, a Stefano Pennisi con la tesi Artificio è Natura: uso delle essenze vegetali per la riqualificazione del territorio “per il particolare approccio con cui viene affrontato il tema della riconversione e della bonifica di un’area ricca di storia, cultura e natura ricadente nella zona industriale del siracusano”; per l’area architettonica, a Giovanni Piccione con la tesi Casa Melilli: eco-recupero d’identità “per l’attenta analisi alle caratteristiche bioclimatiche del sito volte alla razionalizzazione delle fonti naturali e la particolare sensibilità al tema del recupero in area rurale per il riuso in chiave turistico-ricettiva”.

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