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ENEL TIFEO-NUOVA CONFERENZA DEI SERVIZI

ENEL TIFEO-NUOVA CONFERENZA DEI SERVIZI
Attualità
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Il parere negativo al rilascio dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, alla centrale termoelettrica Enel Tifeo di Augusta al centro di una interrogazione che i senatori del PD  Francesco Ferrante e Roberto Della Seta presenteranno domani ai Ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dello Sviluppo Economico e della Salute. Nell’interrogazione prima una serie di premesse: Le motivazioni per il mancato rilascio dell’AIA, sono collegabili alla mancata adozione delle Bat (Migliori Tecnologie Disponibili) e degli insoddisfacenti miglioramenti di carattere ambientale derivanti dalla sola misura di riduzione dello zolfo nell’olio combustibile, sia della preoccupante qualità dell’aria registrata nella zona industriale in territorio di Augusta; un altro punto importante del parere negativo è: “.si invita la commissione IPPC a predisporre specifico documento tecnico che definisca le modalità e le tempistiche di dismissione degli impianti della Centrale e delle opere connesse.”; è importante evidenziare che i danni ambientali e sanitari prodotti dal polo petrolchimico insediato nell’area di Augusta – Priolo – Melilli nei primi anni 50 del novecento sono ormai universalmente noti e fanno parte della letteratura scientifica e medica. Tra tutti i dati spicca tristemente quello relativo all’alto tasso di nati malformati; diverse indagini scientifiche e mediche, iniziate nei primi anni ottanta del secolo scorso, dimostravano chiaramente che il danno sanitario (neuropatie, epatopatie, malformazioni, nefropatie,) era strettamente correlato al mercurio immesso nell’ambiente dagli impianti cloro-soda; a tal proposito si riportano testualmente le conclusioni del primo studio dell’O.M.S.: “nell’area di Augusta – Priolo i risultati mostrano un profilo di mortalità differente per i due sessi. Si registrano, infatti, eccessi significativi concentrati nelle zone più vicine al petrolchimico, solamente per gli uomini, nelle cause tumorali e nel tumore polmonare, mentre tra le donne non si registrano eccessi di mortalità. Inoltre il rischio di contrarre un tumore polmonare, sempre negli uomini, è in aumento per le generazioni più giovani, fatto che fa prevedere il persistere di rischi elevati negli anni futuri”; mentre per il secondo studio dell’ENEA che prende in considerazione sei comuni aggregati fra loro (Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino): “nella popolazione maschile dell’area si ha un eccesso sia di mortalità generale (+3%) che di mortalità di tumori di trachea, bronchi e polmoni (+16%) che della pleura (+201%). Nelle donne un eccesso statisticamente significativo della mortalità per cirrosi epatica (+28%). Disaggregando i tre comuni di Priolo – Augusta – Melilli si evidenzia un eccesso di mortalità maschile per i tumori (+14%), tra cui emergono in particolare quelli di trachea, polmoni e bronchi (+30%) e della pleura (+291%); mortalità femminile per cirrosi (+64%)”. Inoltre nel 2005 anche l’Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato alla Sanità della Regione Sicilia aveva pubblicato uno studio sull’analisi della mortalità dal 1995 al 2000 e dei ricoveri ospedalieri dal 2001 al 2003  che denunciava che nell’area di Augusta-Priolo vi era un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne; lo stesso Ministero dell’Ambiente, in un documento della commissione ambiente del Senato del 2002 riconosce come i siti di Priolo – Melilli – Augusta, non siano più un area a rischio di crisi ambientale, ma “un area in piena crisi ambientale per la quale si rendono indispensabili interventi legislativi e finanziari che consentano di affrontare con tempestività la drammatica emergenza”. già nel 2001 la Procura della Repubblica di Siracusa aveva avviato un’inchiesta giudiziaria, per accertare le cause delle malformazioni, a seguito dell’entrata in vigore della legge 426/1998, l’area Augusta – Priolo – Melilli è stata inserita tra i siti inquinati di interesse nazionale ai fini della bonifica e denominata “sito Priolo“. Ma come denunciato da Legambiente con il dossier “La chimera delle bonifiche”, pubblicato nel 2005, molto poco è stato fatto nei 50 siti di interesse nazionale per l’iniziale messa in sicurezza e l’avvio di concrete procedure di bonifica. La stessa associazione ambientalista lamentava l’assenza di caratterizzazione delle aree contigue ai siti e la grave mancata applicazione delle tecnologie di qualifica. Alle carenze, ritardi ed al mancato utilizzo di efficaci tecnologie di bonifica concorrono secondo l’interrogante un’azione lenta delle istituzioni pubbliche; per tutti questi motivi è incomprensibile l’ipotesi, di riconvocare una nuova conferenza dei servizi per riformulare il parere negativo al rilascio dell’AIA espresso il 22 giugno. Per questo i due esponenti del PD chiedono ai Ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dello Sviluppo Economico e della Salute di conoscere: se corrisponde a vero l’intenzione di riconvocare la conferenza dei servizi e con quale ordine del giorno visto il parere negativo già espresso; se non ritengano, invece, come stabilito dalla conferenza dei servizi, e atteso da ormai 50 anni, di avviare concretamente e immediatamente le modalità e le tempistiche di dismissione degli impianti della Centrale e delle opere connesse a tutela della salute pubblica delle popolazioni; se non ritengono, a partire proprio dal caso della centrale termoelettrica Enel Tifeo di Augusta, che tutte le questioni che hanno effetti notevoli sull’ambiente e sulla salute pubblica, non possono prescindere da una seria e costante applicazione della Bat, con la ovvia conseguenza di avere come ricaduta importante non solo il miglioramento delle produzioni e dei prodotti ma anche la sostenibilità ambientale e sociale delle attività imprenditoriali.

 

 

           

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