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EOLICO-PERSI IN SICILIA 7000 POSTI

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Dura e circostanziata l’interrogazione parlamentare presentata dal deputato regionale dell’UDC, Pippo Gianni al Governo della Regione, sulla vicenda della chiusura della Siteco di Priolo. “A seguito di  inchieste  giudiziarie – si legge nella interrogazione –   che hanno   colpito   alcuni   gruppi    imprenditoriali impegnati nella realizzazione di  campi  eolici,  il Governo ha  bloccato  tutti  gli  iter autorizzativi di concessioni eoliche, compromettendo di  fatto  l’esistenza   di   aziende   storicamente specializzate nella produzione di pali eolici. Questo sommario stop autorizzativo – continua Gianni – ha determinato la crisi aziendale della Siteco,  che  si  è vista cancellare ordinativi per oltre 17 milioni  di euro. La  Siteco,  a   causa   del   malgoverno regionale,  è  stata  costretta  a  porre  in  cassa integrazione i 210 dipendenti che, al termine  delle 52  settimane  previste  per   legge,   sono   stati licenziati; stessa sorte è spettata  al  personale,  circa  500 unità, impegnato nell’indotto; la  normale   produzione   già   preventivata   e precontrattualizzata dalla Siteco  avrebbe  garantito oltre  alla  stabilità   lavorativa   un   ulteriore crescita  occupazionale  che,   sommata   a   quella derivante dagli investimenti privati  per  quasi  12 milioni di euro, avrebbe generato almeno 7000  nuovi posti di lavoro; è  incomprensibile  perdere  il   lavoro   quando un’azienda riceve commesse da tutto il  mondo  ed  è ancora  più  paradossale  il  teorema  secondo   cui ‘colpendo l’eolico si colpisce la mafia’; è intollerabile pensare che l’eolico sia sotto il profilo dell’ambiente e del paesaggio  devastante  a fronte della realtà diffusa in tutta la nazione  che vede  insistere  nel  proprio  territorio   tralicci dell’alta  tensione  piuttosto  che   raffinerie   o centrali ad olio combustibile”. L’interrogazione si conclude con la richiesta al Governo di sapere: ” se non reputino necessario ed urgente  riattivare l’iter autorizzativo dei parchi eolici  in  Sicilia, sbloccando di fatto l’economia e l’occupazione; se intendano prevedere ammortizzatori sociali  in deroga nella more  della  ripresa  produttiva  della Siteco; se intendano ratificare un accordo con la Siteco, nella sede già prevista tra l’Assessorato  regionale delle attività produttive e quello dell’energia,  in cui si metta nero su bianco la reale possibilità  di ripresa della produzione, di riassumere i dipendenti già licenziati e quelli dell’indotto (circa  700)  e rilanciarne l’attività procedendo a settemila  nuove assunzioni”.

 

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