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FIACCOLATA IN MEMORIA DI VILLE

11 Ottobre 2010 | by Redazione Webmarte

(len) Questa sera la comunità francofontese ha dato  “voce al silenzio” nella fiaccolata per le vie cittadine dedicata al compianto Sebastiano Ville, l’alpino rimasto vittima di un agguato di matrice talebana, mentre era impegnato in una missione NATO in Afghanistan . Il paese strettosi in una composta processione ha voluto così sentirsi più vicino ai familiari , che nella camera ardente allestita all’Ospedale militare Celio a Roma – dove sono stati raggiunti in mattinata dal Sindaco Giuseppe Castania e dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Di Maiuta-  piangono un figlio educato ed impegnato, caduto prematuramente per servire la Patria. L’inziativa è partita dalle tante sincere amicizie che Sebastiano coltivava ancora nella sua città d’origine, nonostante l’amore per la divisa l’avesse portato fuori dal territorio, dove sperava di fare carriera e guadagnarsi un impiego certo .  A migliaia  tra compagni di scuola, di gioco, parenti prossimi , vicini , conoscenti e semplici cittadini addolorati    hanno voluto accendere il loro lumino in ricordo della giovane vittima, dandosi appuntamento in serata sul sagrato della Chiesa di San Francesco, per poi fare due piccole soste , la prima davanti la scuola media Fermi frequentata da Sebastiano e l’altra sotto casa dei suoi amatissimi nonni, dai quali aveva trascorso molte ore di spensieratezza durante l’infanzia, fino a raggiungere poi, attraversando il centro della città, il Monumento ai Caduti. Qui il silenzio è stato interrotto dai due brevi discorsi di commemorazione affidati al vicesindaco Giuseppe Frazzetto ed al Tenente Colonnello padre Salvatore Cunsolo. “Lui che temeva di non superare il concorso a cui voleva partecipare  per l’avanzamento di grado ha vinto la prova più importante , quella che lo ha portato davanti a Dio”. Poche parole, pronunciate con voci  spezzate da quelle  lacrime trattenute a stento negli occhi rossi e gonfi della stragrande maggioranza dei partecipanti , seguite dalla recitazione della Preghiera dell’Alpino e poi dalla straziante melodia del Silenzio , intonata a tromba da un giovane  che ha voluto così dare il proprio addio ad un suo valoroso coetaneo.

ANTONINO LANDRO

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