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Floridia| Preso l’ultimo componente della banda dello spaccio

24 Novembre 2017 | by Rosa Tomarchio
Floridia| Preso l’ultimo componente della banda dello spaccio
Cronaca
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Operazione Lampo. Alle prime luci dell’alba i Carabinieri della Tenenza di Floridia, hanno eseguito l’ultima delle 5 ordinanze di custodia cautelare a seguito di un’attività d’indagine, condotta dallo stesso reparto, che ha consentito d’individuare e bloccare un consistente spaccio di sostanze stupefacenti nella città di Noto.

Le ordinanze, emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Siracusa, sono state richieste nell’ambito di un procedimento penale condotto dalla Procura della Repubblica di Siracusa sviluppatosi fra i mesi di settembre e dicembre del 2015 ed aveva messo in evidenza fin dall’inizio, l’esistenza di una fitta rete di spacciatori che, pur mantenendo dinamiche di vendita separate, attuavano delle modalità di cooperazione ed aiuto reciproco per l’approvvigionamento e lo spaccio ai relativi clienti.

Nella mattinata dello scorso mercoledì 22 novembre sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Restuccia Antonino, avolese classe 1990; i netini Boscarino Corrado, classe 1994 e Pomillo Maurizio, classe 1990 ed, infine, Mirabella Giuseppe, catanese classe 1997, tutti disoccupati e con precedenti di polizia. Risultato invece irreperibile il quinto appartenente all’associazione dedita allo spaccio, Bonfanti Rosario, classe 1997, studente netino incensurato, che assieme al Boscarino, rappresentava il braccio operativo del “capo” Restuccia Antonino curando per esso l’attività di spaccio al dettaglio di stupefacenti.

Il giovane, infatti, si era trasferito da alcuni mesi in Germania dove svolgeva l’attività lavorativa di pizzaiolo, e non è stato quindi possibile assicurarlo alla giustizia nell’immediatezza. Oggi, sapendo del suo rientro in Italia, i Carabinieri della Tenenza di Floridia l’hanno atteso all’uscita dell’aeroporto di Catania Fontanarossa procedendo immediatamente al suo fermo dando, immediatamente dopo, esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso l’abitazione famigliare e così evitando di dover attendere i tempi di emissione del mandato di arresto europeo.

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