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Francofonte | Cordoglio per la prematura e tragica scomparsa del 27enne Damiano Gallo

12 Luglio 2017 | by Silvio Breci
Francofonte | Cordoglio per la prematura e tragica scomparsa del 27enne Damiano Gallo
Cronaca
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Ancora sangue sulla “ragusana”. Figlio dell’ispettore Salvatore Gallo, in servizio al Commissariato di Lentini, il giovane francofontese è una delle due vittime dell’ennesimo incidente verificatosi sulla “strada della morte”. Da poco si era laureato in Giurisprudenza. Fatale lo scontro tra la sua moto e un mezzo all’altezza del bivio per Vizzini. Nel sinistro morto anche un bimbo di appena 6 anni.

Francofonte nel lutto. Da poco laureato in Giurisprudenza. Un giovane con una vita intera ancora davanti. Pieno di sogni, di speranze, di progetti. Come tutti quelli della sua età. Sempre sorridente, generoso. Orgoglio dei genitori. Questo era Damiano Gallo, il centauro di 27 anni di Francofonte deceduto ieri pomeriggio a causa del gravissimo incidente stradale verificatosi sulla statale 194 Catania-Ragusa, all’altezza del bivio per Vizzini, costato la vita anche a un bimbo di appena 6 anni, Leon Magro Jandella, di nazionalità svizzera ma con genitori originari del Siracusano dove stavano trascorrendo un periodo di vacanza. Damiano non ce l’ha fatta a sopravvivere ai gravissimi traumi riportati a seguito dell’impatto tra la sua moto e il mezzo a bordo del quale viaggiava il piccolo Leon con i genitori e un fratellino, fortunatamente rimasti illesi. Nonostante i tentativi dei sanitari del 118 di rianimarlo avessero inizialmente fatto sperare per il meglio, il giovane Damiano Gallo è deceduto durante il trasporto in elisoccorso al Cannizzaro di Catania.

Cordoglio anche a Lentini. La notizia della sua tragica scomparsa ha sconvolto non solo la comunità di Francofonte, dove Damiano viveva con i genitori e la sorella minore Giuliana, ma anche quella di Lentini. Il padre è infatti l’ispettore Salvatore Gallo, funzionario della Digos presso il Commissariato della Polizia di Stato di Lentini. Cordoglio per la tragica e prematura morte di Damiano hanno espresso stamattina i due sindaci di Francofonte e Lentini, Salvatore Palermo e Saverio Bosco, che proprio ieri, insieme al collega di Chiaramonte Gulfi, mentre su quella “lingua di sangue” che è la “ragusana” si consumava l’ennesima tragedia della strada, hanno consegnato una rassegna stampa con le notizie degli ultimi incidenti mortali ai partecipanti alla conferenza dei servizi convocata a Roma, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per l’esame e l’approvazione del progetto definitivo dell’autostrada. Una “provocazione” per scongiurare ulteriori rinvii e sollecitare l’immediato avvio dei cantieri per la costruzione di un’opera attesa da quarant’anni.

Bosco: «Niente più ritardi». «Lo abbiamo fatto – ha scritto questa mattina sui social il sindaco di Lentini Saverio Bosco – per accelerare la realizzazione di questa importante arteria, per far capire quanto ogni più piccolo ritardo politico possa rappresentare un grave rischio per migliaia di cittadini che giorno e notte percorrono quella che è forse una delle strade più pericolose e disgraziate d’Italia». Oltre che a Francofonte, la morte di Damiano Gallo ha destato profondo scalpore anche a Lentini. «Non credo – ha commentato Bosco – servano altre parole per descrivere lo strazio. Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie delle giovani vittime, ma un pensiero particolare lo rivolgiamo alla famiglia dell’ispettore Salvatore Gallo, padre di una delle due vittime dell’ennesimo triste pomeriggio di dolore».

Il ricordo commosso di don Paolo Pandolfo. A ricordare commosso Damiano è oggi anche don Paolo Pandolfo, fino a qualche mese fa parroco nella parrocchia di San Francesco a Francofonte. «L’ho conosciuto – ricorda commosso – un anno dopo il mio arrivo in parrocchia e non ha tardato a farsi voler bene per il suo carattere affettuoso. Per me non è stato solo un parrocchiano, ma un amico vero e sincero. Abbiamo vissuto tre anni di intensa amicizia e spesso veniva a trovarmi a casa per passare delle ore con me e con gli altri ragazzi. Io che sono stato il suo confessore e amico, so quanto profonda fosse la sua fede. Era vivace, affettuoso, capace di animare un’intera compagnia. Stava aspettando che rientrassi qualche giorno in Sicilia per benedire la sua nuova moto. Sono un sacerdote – conclude p. Paolo – e dovrei dire adesso delle belle parole sull’eternità che imitano tanti luoghi comuni, ma non me la sento. Sono sincero, a volte i progetti di Dio non li comprendo e faccio tanta fatica ad accettarli».

© Riproduzione riservata

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