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I RISULTATI DELL’AUTOPSIA

I RISULTATI DELL’AUTOPSIA
Cronaca
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Non si tratterebbe di omicidio-suicidio, ma si sarebbero feriti mortalmente a vicenda. E’ l’esito dell’autopsia, eseguita nel pomeriggio di oggi, presso l’obitorio dell’ospedale “Umberto I°” di Siracusa, sui corpi dei due protagonisti della tragedia familiare avvenuta sabato mattina ad Avola, Francesco Giuspino, 46 anni, agente di polizia penitenziaria in servizio presso la casa di reclusione di Brucoli e Corrada Raspone, 41 anni, commessa presso un negozio di bricolage. Se le sarebbero date di santa ragione, con una violenza inaudita, ha detto al termine dell’esame autoptico il medico legale incaricato, Francesco Coco. Sui loro corpi decine di coltellate. Avevano entrambi brutte ferite da punta e da taglio al viso, al torace, all’addome, ma soprattutto al collo. La causa della morte è da attribuirsi proprio alle lesioni alla gola, che avrebbero causato una copiosa perdita di sangue. Una morte rapida dunque, avvenuta per choc emorragico. Si sarebbero accoltellati entrambi, cercando di difendersi l’uno dall’altra, parando i colpi. L’autopsia ha escluso quindi l’ipotesi dell’omicidio-suicidio, avanzata in un primo momento. Si era pensato infatti che fosse stato Francesco Giuspino, per primo, ad accoltellare la moglie, che avrebbe a sua volta afferrato un coltello da cucina; resosi conto di aver ucciso la donna si sarebbe tolto al vita. Una ipotesi tramontata dopo i risultati dell’autopsia. Una tragedia scaturita con molta probabilità da gelosie e rancori familiari. Al termine dell’ennesima, violenta lite, avvenuta nella cucina della loro abitazione di via Catania, ad Avola, marito e moglie avrebbero afferrato dei coltelli. Poco prima delle 14,00, il figlio 14enne della coppia è tornato da scuola, notando subito macchie di sangue sul pavimento. Poi la macabra scoperta: i corpi senza vita dei genitori giacevano lungo il corridoio. Sotto choc, il ragazzo è uscito da casa urlando, per chiedere aiuto ad una vicina. E’ stata quest’ultima, dopo essere entrata all’interno dell’appartamento, a lanciare l’allarme ai carabinieri. I militari, arrivati sul posto, hanno ricostruito così la vicenda: dall’ennesimo litigio i due sarebbero passati alle vie di fatto. Ormai privi di forze, si sarebbero affrontati e trascinati fino al corridoio, dove sono stati ritrovati i loro corpi. Le lesioni inferte l’uno contro l’altro si sarebbero dimostrate letali per entrambi e, senza alcuna possibilità di chiedere aiuto, sono morti all’interno dell’abitazione. Ad avvalorare questa tesi, anche il ritrovamento, vicino ai cadaveri, di tre coltelli sporchi di sangue. Oltre al ragazzo di 14 anni, la coppia lascia un altro figlio di 10 anni.

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