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IL CAPITANO MUSTO SPIEGA LA LEGALITA’ AI GIOVANI

IL CAPITANO MUSTO SPIEGA LA LEGALITA’ AI GIOVANI
Attualità
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“La legalità è libertà”, è il titolo della conferenza che si è tenuta lo scorso 27 Marzo presso il Teatro Comunale. Relatore il Capitano Giuseppe Musto, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Augusta.
All’incontro, organizzato dal docente Alfio Castro, hanno partecipato tutte le classi quarte e quinte dei tre licei Megara.
Subito dopo il saluto del Dirigente Scolastico Maria Concetta Castorina e le presentazioni iniziali, la conferenza ha assunto un taglio esistenziale, più vicino alla realtà quotidiana. Il Capitano Musto ha infatti affermato: “E’ quasi impossibile dare una definizione di legalità senza cadere nell’errore di fare della retorica. Troppo facile affermare, in maniera astratta, che la legalità, intesa come rispetto di regole, è  uno strumento, per dare forza a chi è più debole, per una più equa distribuzione delle risorse, secondo il merito o il bisogno. Più complesso è invece il rendersi conto che per legalità si intende l’onestà del quotidiano. Tutti noi, per cambiare certe situazioni non proprio ottimali, dobbiamo impegnarci in prima persona”. Quando a Falcone degli studenti chiesero cosa dovessero fare per combattere la mafia, il magistrato rispose “Pagate il biglietto dell’autobus”. Già questo, che apparentemente può sembrare un gesto semplice, in realtà ci permette di essere liberi, liberi poiché si è sicuri di fare la cosa giusta. I veri eroi non sono dunque quelli dei film, ma “tutti coloro che, nonostante le mille difficoltà che il nostro Paese attraversa, riescono ad andare avanti onestamente.”
Una volta Paolo Borsellino disse “E’ bello morire per le proprie idee… chi ha il coraggio di sostenere i propri valori muore una volta sola, chi ha paura muore ogni giorno.” Questo cambiamento di mentalità può però avvenire solo partendo da incontri come questo e solo se ci rendiamo conto che imparare a comportarci in maniera legale vuol dire riconoscere che ciò è giusto indipendentemente dalla paura della punizione.
Ed è stata proprio la speranza che le cose un giorno potessero migliorare a spingere il Capitano Musto a scegliere quello che oggi è il suo lavoro, quando frequentava il liceo scientifico di Secondigliano, area napoletana in cui imperversava la camorra. Ed è stata sempre la fiducia nel proprio lavoro a permettergli di accettare il trasferimento nella città di Augusta, considerata purtroppo “zona disagiata”.

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