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IL CNPP DENUNCIA LA DRAMMATICA SITUAZIONE DELLA CASA DI RECLUSIONE DI AUGUSTA

29 Febbraio 2012 | by Redazione Webmarte
IL CNPP DENUNCIA LA DRAMMATICA SITUAZIONE DELLA CASA DI RECLUSIONE DI AUGUSTA
Sindacale
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Ancora un appello dei sindacati di categoria a seguito della drammatica situazione in cui versa la casa di reclusione di Brucoli. Sovraffollamento, carenza di agenti,  struttura fatiscente, rendono la situazione ai limiti della vivibilità per gli agenti di custodia e per i detenuti.  Così, come già annunciato nei giorni scorsi, l’intervento del CNPP non si è fatto attendere. Infatti, a seguito dell’iniziativa di Massimiliano Di Carlo – segretario provinciale della FSA/CNPP -, è intervenuta da Roma la segreteria generale del sindacato rappresentativo della Polizia Penitenziaria che ha scritto alla Procura della Repubblica di Siracusa, chiedendo immediati ed incisivi interventi risolutori. Ecco alcuni stralci della denuncia del CNPP alla Procura della Repubblica di Siracusa: “Questa Organizzazione Sindacale, dopo i numerosi interventi volti a denunciare la gravissima situazione lavorativa all’interno del carcere, deve constatare, con rammarico, che tutte le autorità sinora coinvolte non hanno adottato alcun provvedimenti concreto né manifestato alcun cenno d’interessamento. Non possiamo che ribadire con forza la necessità d’interventi tangibili per sanare le carenze strutturali e igienico sanitarie, dovute a cedimento inferriate esterne, scoppio e cedimento canna fumaria del gruppo elettrogeno, presenza serbatoi di gas inutilizzati, impianti elettrici non a norma, inagibilità camminamento muro di cinta, anello antincendio non funzionante, pareti scrostate, sanitari malridotti, docce fatiscenti, riscaldamenti non funzionanti, infiltrazioni d’acqua, precarietà dispositivi elettrici delle celle ecc., già accertate e relazionate anche dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco, dalla Direzione della Casa di Reclusione e dai Rappresentanti della Sicurezza dei luoghi di Lavoro. Considerato che tale struttura è peraltro gravata da carenza d’organico, e dal sovraffollamento che ha nettamente oltrepassato la  capienza tollerabile, diviene oltremodo preoccupante il disagio lavorativo di cui tutti sanno parlare solo nei momenti più drammatici e quando tutto è diventato irrimediabile”.

 

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