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IL NODO IRRISOLTO DELLA BONIFICA DEI FONDALI DELLA RADA DI AUGUSTA

IL NODO IRRISOLTO DELLA BONIFICA DEI FONDALI DELLA RADA DI AUGUSTA
Sindacale
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La recente bocciatura della Corte dei Conti Europea del cofinanziamento richiesto per i lavori di ristrutturazione, consolidamento ed ampliamento dei piazzali relativi al Porto di Augusta appare singolare almeno per due ordini di motivi. Il primo, riguarda il controsenso in sé dovuto al fatto che il territorio chiede alla UE un contributo per rendere fruibile  il Porto di Augusta, allo scopo di creare le condizioni logistiche per la implementazione dei traffici commerciali e l’organismo europeo nega il finanziamento a causa della attuale scarsa movimentazione di merci. Un sorprendente quanto disarmante cane che si morde la coda!
Il secondo, riguarda la schizofrenia delle decisioni politiche incapaci di fare sistema ai vari livelli di responsabilità tanto da esprimere valutazioni sul tema  diametralmente opposte a secondo che si pronuncino le istituzioni del territorio, la Regione siciliana, il Ministero dello sviluppo economico o la Commissione europea. Così accade che ciò che è considerato strategico per lo sviluppo infrastrutturale del territorio, assunto come opera di primaria importanza dal Ministero dello sviluppo economico, viene, allo stesso tempo,  sonoramente bocciato dall’Unione Europea.
Occorre sottolineare con forza che il vero nodo irrisolto rimane la bonifica dei fondali della rada che nulla hanno a che vedere con il mancato contributo europeo e che riguarda il più complesso tema della bonifica complessiva del sito industriale. Solo ripristinando le risorse a suo tempo indicate, 700 milioni di euro fra investimenti pubblici e privati e poi dirottati altrove, è possibile, verosimilmente, avviare il Porto di Augusta verso l’obiettivo strategico di un significativo porto HUB in grado di intercettare le grandi navi porta conteniers e di divenire uno snodo cruciale dei traffici nel mediterraneo.
Incassata la sconfitta, occorre ora provare a raddrizzare il tiro e rilanciare la partita con maggiore convinzione e coralità di intervento al fine di non  perdere definitivamente, ancora una volta,  una ennesima occasione strategica per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione nel nostro territorio.

Il Segr. Prov. CGIL SR, Roberto Aloisi                                            Il Segr. Gen. CGIL SR, Paolo Zappulla.

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