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IL SENTIERO DELLE FOGNE

IL SENTIERO DELLE FOGNE
Attualità
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Con l’arrivo della stagione balneare aumentano le attrazioni turistiche grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Siracusa che nulla lascia al caso e che, in termini di offerta , è costantemente impegnata a fornire il massimo. Dopo 12 anni di continuità amministrativa un nuovo percorso di alta valenza culturale e paesaggistica è stato approntato dagli assessorati ai Lavori Pubblici e all’Ambiente. Si tratta del “Sentiero delle Fogne”, compreso da contrada Targia a Punta Castelluccio, al  Plemmirio. Così comincia un ironico comunicato a firma del presidente dell’associazione Natura Sicula, Fabio Morreale. Il sentiero – prosegue – è costiero, si estende per circa 15 chilometri. La prima metà si può percorrere a piedi, l’altra con un mezzo. Essendo un percorso costiero, non esistono dislivelli di rilievo. Il tratto a piedi è molto facile, particolarmente proponibile anche a chi non è abituato a scarpinare. Unico fattore limitante è la resistenza del turista al lezzo nauseabondo che gli scarichi fognari richiedono. Cominciando da Targia – continua ancora il comunicato –  si imbocchi la pista pedociclabile e, dopo un chilometro, ci si affacci lato mare per ammirare una cascata di fogna con pontile Isab alle spalle e numerose petroliere attorno. Il paesaggio è dei più originali; non esiste altra parte d’Europa con le stesse caratteristiche: fogna, petroliere, pontile e tante, tante raffinerie. Questa probabile location cinematografica è alimentata da 300 mc l’ora di liquami non depurati che lasciano letteralmente “senza fiato” i turisti che la osservano. Per aver iniziato i lavori di deviazione dello scarico verso il depuratore, il Comune ci tiene a precisare che questo importante punto di osservazione perderà tra qualche mese la sua attrazione maggiore, la cascata fognaria. Pertanto stanno valutando l’opportunità di ritardare la consegna dei lavori. Riprendendo il cammino, – si legge ancora nel comunicato di Natura Sicula – ci si fermi dopo 3 km all’altezza della Chiesa di S. Corrado Confalonieri, alla Mazzarona, e si osservi bene la bocca di una condotta da cui, nei frequenti casi di disservizio della rete fognaria, escono liquami. Questi ultimi, prima di cadere in mare, attraversano i terreni intorno alla pista pedociclabile, formando un fiume e un pantano che attira molte specie animali e vegetali. Sotto il profilo della biodiversità, è una esplosione. Ed è per questo che lo scarico è stato così concepito! Si prosegua a piedi – dice ironicamente Fabio Morreale –  fino alla fine della pista bianca, poi si prenda un mezzo e si continui verso sud sino al Porto Grande. Questo straordinario porto naturale è connesso al mare aperto da una piccola bocca larga un chilometro. Da qualsiasi punto si raggiunga, il porto mostra una qualità delle acque paragonabile a quelle del Mar Adriatico negli anni Ottanta: acque torbide, poche piante marine e molte alghe. Questa situazione eccezionale è determinata dai 1000 mc di reflui depurati in contrada Canalicchio i quali, ancor ricchi di carica batterica, vengono sversati nelle acque del porto attraverso il canale Grimaldi, causando evidenti fenomeni di eutrofizzazione che vengono ulteriormente amplificati dal continuo uso di ancore che arano i fondali ed estirpano le praterie di posidonia. Attraverso l’ex condotta dell’acquedotto Ciane potrebbero essere addotti al depuratore IAS di Priolo che, con il già esistente tubo di 1600 m, li scaricherebbe in mare aperto, ma i nostri amministratori hanno scelto di mantenere inalterata la situazione per non sottrarre ai turisti questa ennesima emozione. L’ultimo punto di osservazione del sentiero delle fogne – conclude il comunicato a f irma di Natura Sicula – è alla Penisola della Maddalena, nella baia compresa tra Punta Castelluccio e Punta della Mola, meglio conosciuta dai siracusani come “A Batteria“. Qui, dove le costruzioni si sono spinte fino alla fragile falesia, il turista ha l’opportunità di vedere vaste praterie di lattuga di mare, un’alga verde che prolifica in acque ricche di nutrienti azotati, quindi indicatrice di un mare inquinato per presenza di scarichi fognari. 

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