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Lentini | Impianto per la produzione di biogas, anche il Comitato Antudo dice no

29 Novembre 2019 | by Silvio Breci
Lentini | Impianto per la produzione di biogas, anche il Comitato Antudo dice no
Attualità
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Sollecitata la convocazione di un consiglio comunale prima della conferenza dei servizi di Palermo. «Il nostro territorio non ha bisogno di mega centrali anaerobiche, per di più sovradimensionate».

Antudo dice no. Mobilitato contro l’impianto per la produzione di biogas alimentato dalla frazione organica dei rifiuti, che una società di Chiaramonte Gulfi vorrebbe realizzare in contrada Bonvicino, anche il Comitato Antudo chiede la convocazione urgente di un consiglio comunale prima della terza conferenza dei servizi che si riunirà a Palermo il 3 dicembre per esaminare l’istanza di rilascio dell’Autorizzazione integrale ambientale presentata dalla Vittoria Energia. Com’è noto, già nella seconda conferenza dei servizi del 7 novembre scorso, il Comune ha depositato il suo motivato parere contrario alla variante urbanistica e alla costruzione dell’impianto.

Centri di compostaggio aerobico. «Vorremmo – afferma il Comitato Antudo – che quanti si professano sostenitori della centrale a biogas riflettessero sui numeri e sulla loro incongruenza. Lentini produce quasi mille tonnellate l’anno di frazione organica dei rifiuti. L’impianto della Vittoria Energia prevede invece l’utilizzo di 31 mila tonnellate l’anno. La Sicula Compost utilizza 70 mila tonnellate l’anno di frazione organica dei rifiuti. È chiara a tutti la sproporzione, come è chiaro che un impianto del genere servirà tutte le province dell’isola e implicherà il passaggio di camion e camion di rifiuti nelle nostra strade. Il nostro territorio ha bisogno di centri di compostaggio aerobico, quello “tradizionale” per capirci, servito da tecnologie appropriate. Non ha bisogno di mega centrali anaerobiche, per di più sovradimensionate».

Quello che vorremmo. «Il nostro territorio – prosegue Antudo – non fa veramente la differenziata. Le percentuali dichiarate non corrispondono alla realtà se messe in relazione al dilagare dello scaricamento di rifiuti indifferenziati nelle periferie. Vorremmo interventi costanti nei luoghi dell’educazione, un porta a porta funzionante, centri di raccolta di quartiere e pagamento ai cittadini che conferiscono, una seria penalizzazione per chi abbandona rifiuti, lotta agli imballaggi monouso e non riciclabili. Il nostro territorio non ha bisogno di discariche e inceneritori. Riteniamo che la “soluzione” Musumeci sia semplicemente ridicola, che il suo Piano dei Rifiuti costituisca l’ennesima prova dell’asservimento alle logiche di mercato, economico e politico. È ora di finirla con le mega discariche. Tuttavia, come abbiamo più volte sostenuto, in mancanza di una seria raccolta differenziata, deve essere responsabilità di ogni Comune farsi carico nel proprio territorio di quello che produce in rifiuti. Non deve essere più possibile scaricare sugli altri la responsabilità delle proprie inettitudini nel campo della produzione dei rifiuti come in qualsiasi altro campo. Ma, lo ripetiamo, parliamo di luoghi di raccolta dimensionati sulla reale produzione territoriale di rifiuti, non sulla fame di profitti degli speculatori di munnizza».

© Riproduzione riservata

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