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IN 10 MILA IN PIAZZA “QUATTRO CANTI” PER MANIFESTARE

IN 10 MILA IN PIAZZA “QUATTRO CANTI” PER MANIFESTARE
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Si è rivelata troppo piccola piazza “Quattro Canti”, per contenere il fiume umano che si è riversato ieri su Priolo Gargallo. In 10 mila hanno risposto presente all’invito lanciato dall’Ugl nazionale, partecipando alla manifestazione che, fortemente voluta dal segretario provinciale, Antonio Galioto, l’Unione Generale del Lavoro ha tenuto proprio nel piccolo centro industriale alle porte di Siracusa, simbolo della crisi di un Petrolchimico che, fino a pochi anni fa, faceva da traino all’economia della Sicilia sud orientale.
Bandiere, striscioni, palloncini, musica e tanta voglia di sorridere e festeggiare, nonostante i tempi siano davvero tristi. Così il popolo del sindacato guidato dal segretario Giovanni Centrella ha partecipato al corteo, che si è mosso intorno alle 10,30 da Largo delle autonomie comunali per arrivare un’ora dopo proprio nel piazzale dal quale il numero uno dell’Ugl ha tenuto il comizio finale, attaccando, senza giri di parole, un governo tecnico definito “peggiore rispetto a quelli che lo hanno preceduto. Un governo – ha detto – che si ostina a non capire quanto sia importante detassare le buste paghe di operai, impiegati e pensionati perché, solo lasciando maggiore disponibilità economica nelle tasche del ceto medio-basso si può sperare di far ripartire l’economia. La gente spenderebbe di più, aumenterebbero i consumi e questo genererebbe un aumento di produzione e di posti di lavoro. Bisogna far pagare più tasse ai ricchi e stanare gli evasori. Non si può continuare ad incidere – ha proseguito Centrella – sui lavoratori, portati sempre più all’esasperazione da una classe dirigente incapace ed inetta”.
Il segretario della Confederazione ha poi continuato ricordando le vittime di Portella della Ginestra: “Nessuno – ha esclamato – riuscirà a chiudere la bocca ai lavoratori, che protestano per i loro diritti e che sono la spina dorsale della nazione, mantenendola viva oggi e domani. Questo è un momento drammatico per l’Italia, con le famiglie che non riescono a sopravvivere, imprenditori e lavoratori che si suicidano perché non riescono a pagare i dipendenti o arrivare alla fine del mese. Per noi – ha concluso – la ricetta per uscire dalla crisi e’ molto semplice: più infrastrutture, soprattutto al Sud, e vera detassazione delle buste paga. Il sud deve essere la locomotiva di una ripresa economica che non possiamo e non vogliamo più aspettare”.
Sul palco anche il vicesegretario nazionale, Serafino Cabras, quello provinciale, Antonio Galioto ed il sindaco di Priolo Gargallo Antonello Rizza, che ha ringraziato l’Ugl per aver acceso i riflettori sulla realtà priolese. Alla manifestazione hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni siracusani non interessati dal voto del 6 e 7 maggio ed il presidente del consiglio provinciale, Michele Mangiafico, oltre ai rappresentanti delle parti datoriali, Confindustria, Confcommercio e Camera di Commercio su tutti.
Nel pomeriggio poi l’omaggio floreale alla Madonna delle Lacrime. Una corona di fiori a forma di cuore è stata posta ai piedi del quadretto raffigurante l’effige della Vergine, alla quale, alla presenza dell’Arcivescovo, monsignor Salvatore Pappalardo, e del rettore del santuario, don Luca Saraceno, tesserati e simpatizzanti dell’Ugl hanno rivolto una sentita e devota preghiera. “Noi cristiani – ha detto l’arcivescovo – siamo sempre fiduciosi e, affidandoci all’intercessione della Santa Madre, preghiamo il Signore affinchè illumini la classe politica e aiuti i lavoratori e le loro famiglie che vivono un periodo di precarietà e disagio economico e sociale”.

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