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IN CARCERE DA FEBBRAIO ACCUSA FORTI DOLORI AL BRACCIO. LA FAMIGLIA CHIEDE CHE VENGA OPERATO. IL TRIBUNALE RIGETTA LA RICHIESTA.APPELLO DELLA MADRE

IN CARCERE DA FEBBRAIO ACCUSA FORTI DOLORI AL BRACCIO. LA FAMIGLIA CHIEDE CHE VENGA OPERATO. IL TRIBUNALE RIGETTA LA RICHIESTA.APPELLO DELLA MADRE
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E’ in carcere dallo scorso febbraio e al momento del suo arresto aveva già il braccio ingessato. Da allora, Franco Miduri, 26 anni, recluso da febbraio nel carcere di contrada Cavadonna, a Siracusa, continua ad accusare forti dolori al polso e la famiglia è convinta che abbia bisogno di un intervento chirurgico. Un’opinione che si basa sul parere richiesto ad un noto ortopedico, Goliardo Suber, che avrebbe anche avanzato al tribunale la richiesta di rimozione della prima ingessatura, ritenendola troppo stretta, e chiesto che Miduri fosse sottoposto ad una particolare  radiografia per verificare eventuali lesioni. Il sospetto avanzato è che il giovane possa avere riportato una frattura allo scafoide carpale. Per questa ragione un’operazione chirugica, in base alle spiegazioni fornite dal medico, risulterebbe risolutiva. I giudici avrebbero tuttavia fino ad oggi rigettato le richieste avanzate dalla famiglia sulla base di questi elementi. I due consulenti incaricati, infatti, da tribunale di verificare la situazione non hanno ritenuto necessario l’intervento chirurgico. Per loro il problema al braccio di Miduri non sarebbe incompatibile con la permanenza in carcere. La madre, Maria Zanti ha quindi deciso di lanciare un’appello alle istituzioni. La sua richiesta è che il figlio possa essere sottoposto alle cure in questione. La donna separa nettamente l’aspetto giudiziario con quello legato al diritto alla salute del figlio. Suber entra poi nel dettaglio scientifico dell’intervento che suggerisce.  “L’osteosintesi chirurgica dello scafoide, – conclude Suber – che attualmente viene praticata con successo utilizzando una vite con un doppio filetto che si affonda completamente nell’osso, è senz’altro il trattamento di prima scelta, anche perché consente una rapida ripresa dell’attività”. (I. F.)

 

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