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Melilli | Operazione “Muddica”, Carta resta ai domiciliari ma cadono diversi capi d’imputazione

8 Marzo 2019 | by Silvio Breci
Melilli | Operazione “Muddica”, Carta resta ai domiciliari ma cadono diversi capi d’imputazione
Cronaca
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Il Tribunale del Riesame conferma la misura cautelare per il solo reato di falso, ma cadono le imputazioni per i reati più gravi quali corruzione, associazione a delinquere e abuso d’ufficio. I difensori Favi e Scorpo annunciano ricorso in Cassazione dopo che saranno rese note le motivazioni dell’ordinanza.

Confermati i domiciliari per Carta. Rimane agli arresti domiciliari il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, al momento sospeso dalla carica in applicazione della legge Severino. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame che ha rigettato l’istanza di annullamento della misura cautelare degli arresti domiciliari avanzata dai difensori Francesco Favi ed Emanuele Scorpo. Come si ricorderà, lo scorso 13 febbraio Carta era finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Muddica” per reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio in merito a procedure di affidamento di lavori e servizi.

L’operazione “Muddica” e gli altri indagati. Inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa che, oltre a Carta, vede coinvolti com’è noto anche due dipendenti comunali di Melilli, quattro imprenditori, l’ex vice sindaco Stefano Elia – anche lui finito ai domiciliari ma nei giorni scorsi rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame che ha annullato l’ordinanza del Gip che disponeva appunto la misura cautelare dei domiciliari – e il sindaco di Francofonte Daniele Lentini nella sua qualità di funzionario del Comune di Melilli. Per lui il giudice per le indagini preliminari aveva disposto il divieto di dimora a Francofonte e Melilli (determinando di fatto la sospensione dalla carica di primo cittadino da parte del prefetto), ma in sede di riesame è stato poi revocato il solo divieto di dimora a Francofonte e Daniele Lentini è potuto tornare a esercitare da lunedì 4 marzo le sue funzioni di primo cittadino.

La decisione del Tribunale del Riesame su Carta. Riguardo alla posizione di Giuseppe Carta, il Tribunale del Riesame ha annullato per buona parte l’ordinanza del Gip, Carmen Scapellato, che disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari cancellando di fatto i capi d’imputazione più gravi come corruzione, associazione a delinquere e abuso d’ufficio e confermando quello per falso, per il quale ha deciso, sussistendo il rischio della reiterazione del reato, di mantenere la misura cautelare degli arresti domiciliari. I difensori di Carta, Francesco Favi ed Emanuele Scorpo, hanno già annunciato di voler presentare ricorso in Cassazione non appena saranno rese note nei prossimi giorni le motivazioni del provvedimento del Tribunale del Riesame.

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