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INTITOLATA A SAN GIUDA TADDEO LA CAPPELLA DEL NUOVO OSPEDALE

INTITOLATA A SAN GIUDA TADDEO LA CAPPELLA DEL NUOVO OSPEDALE
Attualità
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La tradizione parla del suo ministero in diversi paesi del mondo e della morte per martirio subito in Persia assieme a San Simone. San Giuda Taddeo è conosciuto come mediatore nei problemi difficili cosiddetti “senza speranza”. A lui il direttore generale dell’Asp di Siracusa Franco Maniscalco ha voluto che venisse intitolata la cappella del nuovo ospedale di Lentini e alla sua straordinaria figura dall’eccezionale potere taumaturgico e al suo ministero è stata dedicata una conferenza pubblica affinché ne venisse approfondita la conoscenza.
L’incontro si è svolto nella sala conferenze del nuovo ospedale di Lentini, presenti il sindaco Alfio Mangiameli e il vice presidente del Consiglio comunale Paolo Censabella, autorità locali civili e militari del comprensorio, rappresentanti dell’associazionismo del volontariato, dei club services, personale sanitario e amministrativo dell’Azienda. Ospiti d’eccezione l’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione Pubblica Caterina Chinnici e il procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi il quale, prima che avesse inizio la cerimonia, ha visitato l’ospedale, i reparti di degenza, le sale operatorie, la pediatria e la ginecologia, accompagnato dai vertici dell’Azienda.
“Conoscerlo significa amarlo e pregarlo di più – ha detto il direttore generale Franco Maniscalco che ha moderato l’incontro -. Io mi sono avvicinato a lui per puro caso e posso dire che tutto ciò che si dice su questo santo è vero perché in alcune occasioni mi è constato personalmente. Nei momenti di grande difficoltà, con la guida di san Giuda Taddeo, i problemi sono stati risolti”.
Antonio Trigila, dirigente medico dell’Azienda, ha fornito notizie bibliche sul santo mentre don Ivan Ricupero, cappellano dell’ospedale Umberto I, ha svolto un interessante intervento sulla pietà popolare e sulle preghiere dedicate a San Giuda Taddeo leggendone e commentandone i passi più salienti. 
L’esempio di San  Giuda Taddeo per don Maurizio Pizzo, cappellano dell’ospedale di Lentini, che ha parlato della pastorale sanitaria sulle orme del santo, ci fa riflettere sulla sofferenza e sulla guarigione che rappresentano, a suo dire, un percorso interiore per incontrare il Cristo. L’uomo sofferente che incontra Cristo e guarisce, ha aggiunto, ha il compito di far vedere la guarigione nella vita quotidiana.
Gli interventi sono stati conclusi da monsignor Sebastiano Amenta, che ha portato il saluto dell’arcivescovo di Siracusa mons. Salvatore Pappalardo assente per altri impegni, ed ha affrontato la figura del santo attraverso la storia e la tradizione, sottolineando quanto questo santo apostolo sia conosciuto in tutto il mondo. La sua devozione, che dalle nostre parti non è molto diffusa, è legata alle guarigioni impossibili ed è estesa su tutto il pianeta.

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