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“LA SCALATA DELLA PIRAMIDE DI SALE”, ALLEGORIA DELLA CONDIZIONE ESISTENZIALE UMANA. CONTICELLO PRESENTA IL SUO 1° ROMANZO

8 Febbraio 2012 | by Redazione Webmarte
“LA SCALATA DELLA PIRAMIDE DI SALE”, ALLEGORIA DELLA CONDIZIONE ESISTENZIALE UMANA. CONTICELLO PRESENTA IL SUO 1° ROMANZO
Cultura
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E’ da un cordone ombelicale mai reciso con la “sua” amata città, Augusta, che nasce il primo romanzo di Antonio Conticello, dal titolo “La scalata della piramide di sale”. Il libro, insieme al cortometraggio tratto dall’omonimo romanzo, è stato presentato ieri sera nel salone di rappresentanza del Palazzo di città di Augusta. Ad introdurre l’evento al quale hanno preso parte in numerosi, l’Assessore alla Cultura Giovanna Fraterrigo, a presentarlo, Alessandro Mascia. Un romanzo intriso di sicilianità, non totalmente autobiografico, ma in buona parte si ispira a vicende realmente vissute dall’autore.  La storia si svolge sullo sfondo suggestivo della Sicilia dei primi anni ’70, quando quattro tredicenni, Antonio, Roberto, Vinicio e Domenico, s’imbattono in una vera e propria avventura legata ad una misteriosa credenza popolare, in base alla quale solo chi riuscirà a scalare la montagna più alta della salina “Regina”, diventerà un vero uomo. Una sorta di rito di iniziazione che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Adolescenza che viene vista da Conticello come “commovente, incantevole, colorita, dolce”. Aneddoti, personaggi, storie, si succedono in una rievocazione dai toni aggraziati di una “beata gioventù” trascorsa. Il ritratto che emerge della Sicilia definita come “l’incantevole diamante incastonato nell’azzurro Mediterraneo” è quello di una terra solare divertente e divertita, è un’immagine non stereotipata, caratterizzata dalla genuinità, dalla semplicità e dai valori “sacri” come la famiglia e la vera amicizia. E’ appunto un voler ridare senso all’amicizia, che nelle pagine del libro viene “celebrata” attraverso il fattore aggregante rappresentato dal sale. “Sale, sinonimo di sapienza, di saggezza, di candore e di trasparenza, pronto a dare un nuovo sapore alla vita anche di coloro che leggeranno il romanzo con amore e sentimento” dice Conticello. L’intera storia lascia un segno ben tangibile attraverso un elemento fortemente caratterizzante, che ritroviamo nel “sali scuma”, la schiuma cioè, il sale più pregiato, quello fino. Conservato con cura dai salinari nel prezioso: “muluneddu i sali”. “La scalata della piramide di sale” può essere concepita come una metafora della condizione esistenziale umana, come la tensione verso un obiettivo. Tutti ne abbiamo uno, per quei 4 ragazzi, all’epoca, era quello di scalare quella “piramide di sale”. Conticello, palermitano di nascita, ma cresciuto ad Augusta, dove ha iniziato a muovere i primi passi nelle tv e nelle radio locali,  è tornato dopo tanti anni nella sua città, per presentare il proprio romanzo. Grande l’onore per l’intera cittadinanza: “Antonio ci ha chiesto in punta di piedi di poter presentare qui il suo libro, e per noi è un grande onore” esordisce l’Assessore Fraterrigo. “Il romanzo verrà presentato anche nelle scuole, attraverso laboratori didattico-culturali che si svolgeranno presso l’aula magna dell’ITIS A. Ruiz di Augusta, nei giorni 8, 9 e 10 febbraio. In questo modo si vuol raggiungere un fine culturale ed educativo dell’esperimento rivolto ai ragazzi, per far emergere l’artista presente in ognuno di noi. E’ un libro che assurgerà a documento storico. Narra delle bellezze  della nostra terra. In ogni pagina viene rappresentato uno scorcio di Augusta, che fa da sfondo con i suoi colori, sapori e profumi. Libro semplice, piacevole e scorrevole che forse potrebbe essere proposto anche come testo di narrativa per ragazzi. E’ un libro che fa riscoprire i valori dell’amicizia e della famiglia”. A fare da sfondo all’intera vicenda, la salina, che viene rivisitata come luogo di gioco per bambini. La salina importante risorsa per Augusta, ma anche luogo di gioco, dove oggi nidificano moltissime specie di uccelli migratori. Ad elencare gli innumerevoli pregi del romanzo, Alessandro Mascia: “Conticello è riuscito ad addentrarsi in una porzione spazio-temporale limitata agli anni ’60-’70. Quella dei quattro ragazzini, del resto può essere interpretata come una scalata allegorica che ognuno di noi compie per diventare ciò che è nella vita adulta. Un altro pregio è l’universalità del romanzo: possono leggerlo tutti e tutti possono rispecchiarsi nei protagonisti e in ciò che fanno”. Poi la parola a Conticello, che oltre a presentare il proprio libro, ha raccontato un po’ la sua storia: l’infanzia e l’adolescenza vissute nella casa di Corso Sicilia che si affacciava sulle vasche delle saline, la sua partenza da Augusta negli anni ’90, il suo profondo attaccamento alla sua terra che lo ha spinto a scrivere la sceneggiatura di un lungometraggio. “Sono andato via da Augusta nel ’90 – ha detto- ma non è vero che si riesce a recidere il cordone. E’ come rimanere legato ad una madre che ti ha nutrito, cresciuto e che ti ha dato la possibilità di fare esperienze. E’ proprio per questo motivo, che ho iniziato a scrivere. Ho iniziato al contrario, una decina di anni fa volevo realizzare un film, così ho scritto la sceneggiatura; poi tre anni fa ho deciso di transcodificarla e farne un romanzo. Il tempo è una dimensione importante. La crescita è fatta di tanti segmenti. Nel romanzo, tutto è legato ad un mondo spensierato”. (ILENIA FERRAGUTO)

 

 

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