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Priolo Gargallo| LA SICILIA ESPORTA COMPETENZA E PROGETTUALITA’ NEL CAMPO DEL RISANAMENTO AMBIENTALE DEI SITI INDUSTRIALIZZATI.

Priolo Gargallo|  LA SICILIA ESPORTA COMPETENZA E PROGETTUALITA’ NEL CAMPO DEL RISANAMENTO AMBIENTALE DEI SITI INDUSTRIALIZZATI.
Attualità
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Nel campo del risanamento ambientale dei siti industrializzati, la Sicilia esporta competenza e progettualità.  E’ quello che è emerso durante la riunione, tenutasi nei locali di San Gregorio del Cutgana dell’Università di Catania, nella quale il programme manager dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Marco Martuzzi, ha confermato l’utilizzo del modello di risanamento ambientale dei siti industrializzati in Cina ed in Kazakistan. Già attivo in Sicilia, il modello di risanamento ambientale è stato realizzato dallo Sportello unico per le Aree ad elevato rischio di crisi, Agenda 21 e Amianto, diretto da Antonino Cuspilici, con il coordinamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e la collaborazione dei tre Atenei siciliani, del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Catania e dell’Ancitel. Il Piano di lavoro, che ha riscontrato la piena accettazione da parte dei massimi esperti internazionali nel campo del risanamento ambientale dei siti industrializzati,  prevede analisi sanitarie con tanto di mappatura regionale ed azioni di monitoraggio ambientale comprensive delle bonifiche.  Esplicitate da Martuzzi, anche le iniziative intraprese in Sicilia, relativamente al piano di risanamento ambientale, tra le quali un’analisi della mortalità delle tre aree industrializzate che fanno capo a Gela, Valle del Mela e Priolo Gargallo, ottenuta grazie ai dati forniti dall’Istituto superiore della sanità aggiornati al 2009, che sarà ulteriormente implementata con i dati relativi ai ricoveri ospedalieri, nonché un lavoro sulle problematiche relative all’amianto e uno studio sulle eventuali connessioni tra l’inquinamento e la catena alimentare. Tra le altre iniziative in questo campo, è stato ricordato come il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Catania abbia già installato due deposimetri per la rilevazione di metalli pesanti, diossine e composti organici clorurati contenuti nelle deposizioni atmosferiche nella zona di Archi in provincia di Messina, mentre altri saranno installati sempre nell’area a rischio della Valle del Mela, a Gela e nel Siracusano. “Ma lo Sportello unico regionale – ha spiegato il direttore Antonino Cuspilici -, è già intervenuto nel campo del risanamento ambientale con la pubblicazione dei decreti sulle polveri sottili e sulle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno, mentre un terzo riguarderà l’inquinamento elettromagnetico. Grazie alla collaborazione con Ancitel ben 10 comuni delle Aree a rischio su 16 otterranno la certificazione ambientale. Stiamo, inoltre, puntando al rilancio economico delle tre aree industrializzate e a contributi per l’acquisto di auto elettriche da parte degli enti locali. Per quanto riguarda l’amianto – ha continuato Cuspilici – stiamo varando un Piano amianto regionale che prevede l’elaborazione del Catasto dell’amianto in tutta la Regione con particolare riferimento alle tre aree a rischio per l’eliminazione e la bonifica grazie ad uno stanziamento di 334 mila euro”.

Silvana Baracchi            

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