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LA SPOSA VERMIGLIA ROMANZO SENZA TEMPO DELLA MELILLESE TEA RANNO

LA SPOSA VERMIGLIA ROMANZO SENZA TEMPO DELLA MELILLESE TEA RANNO
Cultura
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Una numerosa platea ha cinto in un abbraccio caloroso di affetto e di orgoglio una delle più “felici penne” della letteratura siciliana e nazionale. La scrittrice Tea Ranno ha presentato ieri sera la sua “ultima fatica” dal titolo “La Sposa vermiglia” edito da Mondadori, nei locali dell’Auditorium “E.Carta”, iniziativa promossa dal Comune di Melilli e dal Centro Italiano Femminile di Melilli. Una serata non formale – queste le parole del Presidente del Cif, Maria Gianino –  per un “ritrovarsi” con una persona cara e stimata da tutti. Una narrazione quella del libro fluttuante tra le immagini suggestive evocate dai passi del libro e le note melodiche di un’arpa e di un trombone che hanno fatto da intermezzo musicale sulle note della Cavalleria Rusticana, per una serata dal fascino inimitabile. La letteratura del libro della Ranno, rappresenta per la relatrice della serata Simona Lo Iacono,  un luogo dell’esperienza umana che da noi va al mondo e che dal mondo ritorna a noi attraverso la parola. Il libro dell’autrice è un appello alla libertà del lettore di sartriana memoria e rappresenta un incommensurabile intrattenimento dove la letteratura coinvolge i sensi restituendoci la frammentarietà dei luoghi comuni. L’opera della Ranno è un’opera completa giunta ad una visione matura della realtà umana. Letteratura quale ricerca di verità, di se stessi e della propria identità. La protagonista, Vincenzina, rappresenta la donna simbolo d’eccellenza capace di compiere un percorso spirituale interno,  un’evoluzione che è sentore di libertà. L’amore è lo specchio davanti al quale ti poni per guardarti in faccia. L’amore fa trovare la forza per ribellarsi da ogni cosa, fa prendere il volo e fa innalzare verso il suo destino che ha però il colore vermiglio. Con capacità stilistica senza uguali, l’autrice riesce a rendere il romanzo, ambientato nei primi del ‘900, un romanzo senza tempo che rievoca la bambina che mette il fiore sulla tomba di Vincenzina, la signora romana che cerca notizie e la storia di Vincenzina e dei personaggi del romanzo. Presente, passato e futuro in un altalenarsi di emozioni, suggestioni senza tempo immersi nei ricordi della propria terra. Quella stessa terra che fa nascere forte la nostalgia che si trasforma in immagini, personaggi e scrittura  dei romanzi della scrittrice. L’umanità è triste, ipocrita fatta di regole non scritte che vanno rispettate, ma Vincenzina riesce a sfuggire da tutto questo con il sogno. Realtà e sogno rappresentano un parallelismo di vita per la protagonista del romanzo. Grazie al sogno la protagonista riesce a vivere il suo amore per Filippo e la realtà diventa appendice del sogno da vivere in una quasi asfittica perfezione.

Silvana Baracchi            

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