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LA VERGOGNA DEL SECONDO PORTO TURISTICO

LA VERGOGNA DEL SECONDO PORTO TURISTICO
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Dalle pagine del Corriere della sera di ieri tutta l’Italia ha appreso dello scempio ambientale che si sta compiendo nel Porto Grande di Siracusa.  Dopo il via al porto turistico “Marina di Archimede” – un intervento di 150 mila mq, con un riempimento del mare di 30 mila mq, per 530 posti barca – realizzato dall’Acqua Marcia di Francesco Caltagirone, si sta completando l’iter amministrativo per l’approvazione del progetto per un secondo porto turistico adiacente al primo. Il progetto preliminare, presentato dalla società Spero, composta da imprenditori locali, prevede un interramento del mare di altri 50 mila mq per la costruzione delle banchine e di nuovi edifici. La realizzazione dei due porti turistici farà scomparire circa 100 mila mq di mare (l’equivalente di 9 campi di calcio) e stravolgerà irreversibilmente la fisionomia del porto e l’arco della sua costa, in spregio del vincolo paesaggistico voluto nel 1988 dall’allora soprintendente Giuseppe Voza. A pensarla così Corrado Giuliano, presidente del Comitato per i Parchi. A suo dire “è una vergogna che la città sia rimasta per decenni indifferente all’aggressione di Tremmilia e di Epipoli, alla lievitazione dei villaggi turistici, e agli interventi discutibili realizzati alle mura di Ortigia, nel centro storico e nei monumenti della città. Per anni il Comitato per i Parchi ha denunciato il blocco di potere che a partire dal 2000 si è costituito intorno agli interessi di pochi costruttori, intenzionati a farsi beffe dei vincoli paesaggistici e ambientali, e che ha trovato nelle giunte di centro destra, guidate prima da Bufardeci poi da Visentin, e nella Soprintendente, Mariella Muti, i migliori alleati. Tanto potere e tanta unanimità non accadeva dagli anni Sessanta, quando nemmeno la Democrazia Cristiana aveva osato arrivare a tanto”. Il Comitato per i Parchi seguirà da vicino i lavori per la realizzazione del porto “Marina di Archimede” e l’iter del progetto del secondo porto turistico. Farà la sua parte intervenendo nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, impugnando eventuali provvedimenti di concessione illegittimi. Su quest’ultima vicenda del secondo porto turistico il sindaco di Siracusa dovrà poi spiegare come mai non ha provveduto ad informare l’UNESCO dell’iniziativa,  così  come  prevedono le norme di legge per interventi  in aree ricadenti nella Buffer Zone dei siti inclusi nella World Heritage List, come lo è il Porto Grande. L’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente dovrà invece motivare le ragioni per cui ha approvato il progetto del porto turistico di Taormina, vietando la costruzione di qualunque volume fuori terra, mentre nel porto di Siracusa consente 100 mila mq di riempimento del mare. Due metri e due misure nella gestione del territorio.Le istituzioni, la politica, i comitati di affari, sappiano che negli ultimi tempi in città si respira un’aria nuova. E’ di qualche settimana fa l’appello rivolto al Ministro dell’Ambiente, al sindaco di Siracusa e al Consiglio comunale promosso da Enzo Maiorca, al quale hanno aderito numerose personalità di spicco sia locali che nazionali: tra queste Giuseppe Voza, Paolo Giansiracusa, Massimo Fini, Ermete Realacci e Vittorio Sgarbi,  Organizzazioni e Associazioni impegnate nella tutela del territorio a Siracusa. E’ di questa mattina la notizia di un prossimo avvicendamento alla direzione della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa. Mariella Muti se ne va lasciando di sè il ricordo della peggiore gestione della Soprintendenza di Siracusa, che in passato è stata guidata da grandi archeologi dello spessore di Paolo Orsi, Luigi Bernabò Brea, Paola Pelagatti e Giuseppe Voza. Ricordando la sua presenza a capo della Soprintendenza, Corrado Giuliano afferma: “I pareri e i nullaosta rilasciati testimoniano da soli le responsabilità istituzionali del suo ufficio nell’avere assecondato lo scempio del territorio che denunciamo da tempo. Duole esser stato per questi anni, nel limite dei miei impegni professionali, uno dei più duri oppositori della Muti alla quale mi legano decenni di amicizia.”

 

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