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L’AGRICOLTURA VA SALVAGUARDATA ATTRAVERSO STRUMENTI ATTUABILI

L’AGRICOLTURA VA SALVAGUARDATA ATTRAVERSO STRUMENTI ATTUABILI
Attualità
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L’agricoltura siracusana da alcuni anni attraversa una crisi profonda, strutturale e diffusa. Il comparto agroindustriale fa notizia solo in casi di rialzi ingiustificati dei prezzi, scioperi degli agricoltori o scandali legati ai suoi prodotti, come di recente quello sulle infiltrazioni mafiose nella filiera del pomodorino. Certo è che al calo dei prezzi alla produzione corrisponde un’esplosione del prezzo alla tavola. Chi acquista un chilogrammo di pomodoro in media paga un prezzo del 200-400% in più rispetto al prezzo pagato all’agricoltore. “La politica, anche a livello locale, è chiamata a salvaguardare la produzione di beni agroalimentare e il territorio rurale che li produce. Questi obiettivi non si raggiungono semplicemente attraverso l’organizzazione di convegni o la partecipazione a importanti appuntamenti fieristici internazionali. Abbiamo anche altre opportunità – ha affermato il Presidente del Consiglio Provinciale, Michele Mangiafico-. In questa direzione, le nuove normative costituzionali consentono agli enti locali di intervenire in agricoltura attraverso l’autocertificazione e i marchi di qualità che dicano dove, chi come e quale prezzo si produce, peraltro venendo incontro alla richiesta che progressivamente caratterizza il mercato, ovvero quella di prodotti di qualità. Gli enti locali, e quindi anche le Province, hanno l’opportunità di aggredire il ruolo preponderante della Grande Distribuzione attraverso i mercati diretti, i mercati a chilometro zero, i farmer market, i mercati contadini, tutte esperienze realizzate a centinaia in Italia e che non si comprende per quale ragione non debbano essere realizzate da una Provincia che, almeno a parole, si fa alfiere della lotta alla concentrazione di grandi strutture commerciali nel nostro territorio. Essere consequenziali significa, nei settori della vita associata più colpiti, utilizzare gli strumenti per sostenere il territorio, tagliando le intermediazioni inutili con la filiera corta e la vendita diretta”.

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