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Augusta| L’ANTENNA TELEFONICA DEL VICINO È UNA BOMBA DI RADIAZIONI

26 Ottobre 2013 | by Federico Tringali
Augusta| L’ANTENNA TELEFONICA DEL VICINO È UNA BOMBA DI RADIAZIONI
Attualità
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Le antenne per la telefonia mobile spuntano come funghi anche ad Augusta, zona Monte in primis. La liberalizzazione del mercato della telefonia ha portato alla coesistenza di molti gestori telefonici che hanno l’esigenza di installare le proprie antenne. Inoltre il forte aumento del numero di telefoni cellulari e dei relativi servizi, sempre più innovativi, hanno indotto un uso maggiore di queste apparecchiature. Questo fenomeno, negli ultimi anni, ha alimentato il dibattuto politico-sociale. Ma quali sono le conseguenze di questi progressi nel campo delle telecomunicazioni? Lo abbiamo chiesto a Claudio Forestiere, giovane ingegnere e responsabile del gruppo giovanile “Ezra Pound”.

“L’esigenza di comunicare e di scambiare dati con l’utilizzo di dispositivi mobili – dichiara Forestiere – rende necessaria l’installazione di un numero sempre maggiore di antenne trasmittenti nel territorio di Augusta. Queste antenne hanno principalmente due aspetti negativi: innanzitutto, aumenta l’elettrosmog e la possibilità che possano esservi effetti biologici negativi a lungo termine ad esso correlati; inoltre, l’installazione di queste stazioni radio base porta alla svalutazione degli immobili vicini alle antenne, sia per l’impatto visivo che per la paura diffusa degli effetti collaterali delle radiazioni generate”.

Cosa dice la legislazione italiana per quanto concerne l’elettrosmog? “Le leggi e le normative in Italia sono molto carenti dal punto di vista del fenomeno delle radiazioni elettromagnetiche, complice il fatto che non sono stati ancora effettuati studi sufficienti a dimostrare la correlazione tra inquinamento elettromagnetico e insorgenza di alcune patologie. La legge italiana e le relative norme CEI basano – al momento – il limite di accettabilità delle radiazioni in base al solo effetto termico a breve termine; tale limite fa riferimento ad un valore massimo di campo elettrico, per i siti abitati, pari a 6 Volt/metro”.

Quali sono le conseguenze per chi si trova un’antenna installata sul tetto della propria abitazione o a poca distanza da casa? “Ironia della fisica e della sorte vuole che chi si trova al di sotto dell’installazione non risenta significativamente del campo elettromagnetico generato dall’antenna, mentre i vicini che si trovino a una distanza di 20-70 metri sono i più esposti alle onde elettromagnetiche. Insomma, il privato che si installa l’antenna sul proprio tetto si prende i soldi della concessione in affitto e pochissime radiazioni, i vicini invece si prendono le radiazioni e si vedono deprezzati gli immobili ed i terreni. Si tratta di una situazione di abuso di fatto, che i regolamenti e le leggi nazionali e locali non evitano ancora”.

Cosa potrebbe e dovrebbe fare il Comune di Augusta per limitare i danni? “Il Comune di Augusta potrebbe e dovrebbe regolamentare le installazioni delle antenne redigendo un piano tramite il quale individuare delle aree dove poter concentrare le antenne per la telefonia mobile, aree preferibilmente di proprietà comunale e lontane dai centri abitati. Un piano univoco, chiaro e soprattutto sicuro per tutti, senza considerare che le somme erogate dai gestori per le concessioni potrebbero essere utilizzate a beneficio di tutta la collettività, magari finanziando la manutenzione della pubblica illuminazione oppure le disinfestazioni, due aspetti su cui la città è molto carente”.

E nell’immediato, quali azioni si dovrebbero intraprendere? “Sarebbe cosa buona e giusta che il Comune avviasse una campagna di rilevazione dei campi elettromagnetici sul territorio di Augusta, di concerto con i tecnici dell’ARPA: accade spesso che tali antenne possono trasmettere attraverso un numero di canali più elevato di quello dichiarato dal gestore e inoltre possono trasmettere con una potenza per canale superiore a quella dichiarata dal gestore. Sono controlli doverosi, sebbene la legge non ne preveda l’obbligo”. Federico Tringali

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