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Lentini| Agrumicoltura, dazi agevolati per le arance sudafricane: periodo “allungato” fino al 30 novembre

5 Settembre 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Agrumicoltura, dazi agevolati per le arance sudafricane: periodo “allungato” fino al 30 novembre
Attualità
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L’allarme lanciato dall’europarlamentare Giovanni La Via. Presentata una interrogazione urgente alla Commissione europea. Inizialmente previsto dall’1 luglio al 16 ottobre, il periodo dei dazi a tariffazione agevolata è stato esteso di un ulteriore mese e mezzo. L’accordo tra Sudafrica e Unione Europea prevede la totale esenzione entro il 2025. Il 19 settembre convegno a Catania con il commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan.
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Giovanni La Via

Quantitativi sempre maggiori di arance provenienti dal Sudafrica invaderanno l’Europa e dunque anche la Sicilia. Questo grazie a un accordo che prevede l’estensione fino al 30 novembre del periodo compreso tra l’1 luglio e il 16 ottobre entro il quale, in forza di un partenariato economico siglato tra il Sudafrica e l’Unione Europea, sono previsti dazi a tariffazione agevolata. Un ulteriore e incalcolabile danno per la produzione agrumicola siciliana se si considera che nel solo 2015 dalla Repubblica Sudafricana sono partite verso l’Europa qualcosa come 427 mila tonnellate di arance bionde, per un valore pari a circa 305 milioni di euro. Come se già questo non fosse abbastanza, l’accordo prevede anche una graduale riduzione dell’1.8 per cento l’anno dei dazi agevolati, fino alla totale esenzione entro il 2025. Una decisione che rischia, qualora non fosse immediatamente ripensata, di sferrare il colpo mortale all’agrumicoltura siciliana.

La denuncia è dell’europarlamentare Giovanni La Via, che sull’argomento ha presentato una interrogazione urgente alla Commissione europea e che il prossimo 19 settembre incontrerà a Catania, in occasione di un importante convegno, il commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, per sottoporgli questa e altre urgenti problematiche che investono il settore. «Si tratta – sottolinea il presidente della commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare dell’Europarlamento – di una decisione pregiudizievole per il Sud Europa, perché un prolungamento della tassazione agevolata, in questo periodo dell’anno, porterà a un incremento delle arance sudafricane disponibili sul mercato dell’Unione Europea proprio in concomitanza con la nostra prima campagna produttiva, con gravi ed evidenti danni per le nostre imprese e la nostra economia. Un mese e mezzo in più durante il quale la produzione di arance bionde rischia di subire una competizione aggressiva e nociva». Per La Via si tratta di «uno “smacco” al settore che si aggiungerebbe alle altre criticità che già pesano enormemente e aspettano risposta».

Con l’interrogazione urgente alla Commissione europea, La Via chiede di «conoscere le ragioni e i criteri che hanno portato alla decisione di estendere il periodo a tassazione agevolata e quali misure si intendono adottare per compensare le conseguenze negative di tali scelte». Nel corso del convegno del 19 settembre all’hotel Sheraton di Catania si farà il punto, anche alla presenza dei principali referenti italiani del mondo agricolo, su alcuni accordi commerciali, sulle crisi di mercato relative ad alcuni comparti e sulla necessità di meccanismi di intervento europeo. «Chiediamo risposte a problemi spicci. Chiediamo – afferma La Via – che il succo di arancia rossa sia fatto davvero con l’arancia rossa e non con coloranti di diversa natura. Chiediamo una regolamentazione seria sui controlli fitosanitari dei materiali vegetali provenienti da paesi terzi e una risposta drastica all’irrisolto problema della tristeza, con le conseguenti e necessarie operazioni colturali che il virus comporta, o del citrus greening, altra malattia estremamente pericolosa. Tutto questo – prosegue La Via – ci costa miliardi di euro. Dobbiamo stare attenti, dunque, a limitare e controllare le importazioni».

«Comprendiamo – afferma – le ragioni commerciali che portano alla conclusione di accordi con Paesi terzi, ma non accettiamo che a venire penalizzate siano sempre le nostre produzioni mediterranee, già esposte a una forte crisi di mercato causata da alcune congiunture internazionali, come il blocco delle esportazioni verso la Russia, e da un calo generalizzato dei prezzi su tutto il territorio europeo. Spero – conclude La Via – in un confronto efficace con Phil Hogan per individuare la strada da intraprendere per il futuro dell’agricoltura mediterranea».

© Riproduzione riservata

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