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Lentini | All’archeologo Paolo Amato il premio Rotary intitolato a Sgalambro

2 Luglio 2021 | by Silvio Breci
Lentini | All’archeologo Paolo Amato il premio Rotary intitolato a Sgalambro
Cultura
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Originario di Avola, ha vinto con la tesi di specializzazione su «Leontinoi Porta nord. I materiali dalla trincea di spoliazione delle fortificazioni ellenistiche». La consegna del riconoscimento nel corso di una cerimonia a Palazzo Beneventano.

Il vincitore. Con una tesi di specializzazione su «Leontinoi Porta nord. I materiali dalla trincea di spoliazione delle fortificazioni ellenistiche», l’archeologo Paolo Amato è il vincitore del premio intitolato ad Alfio Sgalambro e istituito dal Rotary di Lentini con cadenza biennale. Nato ad Avola, 44  anni, Paolo Amato ha conseguito all’Università di Catania la laurea triennale in Scienze dei beni culturali, la laurea magistrale in Archeologia e il diploma di specializzazione in Beni archeologici. Attualmente si occupa di sorveglianza archeologica per conto della società Iblarchè di Avola.

La consegna. La cerimonia di consegna del premio, che ha l’obiettivo di promuovere studi di archeologia e storia antica sulla città e sul territorio, si è svolta a Palazzo Beneventano nell’ambito delle celebrazioni per il 2.750° anniversario della fondazione di Leontinoi. Sono intervenuti il presidente del Rotary Giovanni Bonfiglio, il direttore del parco archeologico di Leontinoi Lorenzo Guzzardi, il figlio di Alfio Sgalambro, Francesco, e il professore Massimo Frasca, già docente di archeologia classica all’Università di Catania e direttore della Scuola di specializzazione in beni archeologici, che ha fatto parte della commissione del premio insieme al presidente e a due soci del club.

La figura di Sgalambro. Nato a Lentini nel 1920 e scomparso il 27 gennaio 1984 all’età di 64 anni, l’avvocato Alfio Sgalambro fu, con Carlo Lo Presti e Carlo Cicero, tra le più eminenti personalità del mondo culturale lentinese nel secondo dopoguerra, per un trentennio ispettore onorario alle antichità e fra i più attivi promotori degli scavi per riportare alla luce i resti dell’antica colonia calcidese di Leontinoi e in seguito per la realizzazione del museo archeologico.

© Riproduzione riservata

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