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Lentini | Amministrative 2021, con Francesca Reale salgono a sei i candidati a sindaco

10 Maggio 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Amministrative 2021, con Francesca Reale salgono a sei i candidati a sindaco
Politica
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L’annuncio alla vigilia dei festeggiamenti patronali con una lunga lettera aperta pubblicata sui social. Docente di lettere e consigliera comunale fino allo scorso anno, sarà sostenuta da liste civiche. Il programma? Nessun “libro dei sogni” e attenzione al bilancio, «il solo atto politico che conta». L’apprezzamento per le “scuse pubbliche” del sindaco. Ma nessuna alleanza.

In sei in corsa per la poltrona di sindaco. Con la candidatura a sindaco di Francesca Reale, annunciata alla vigilia dei festeggiamenti patronali con una lunga lettera aperta alla città pubblicata sul proprio profilo social, sale a sei la pattuglia dei contendenti in vista delle amministrative del prossimo autunno. Docente di lettere, segretaria dei Popolari per Lentini e consigliera comunale uscente – eletta nel 2016, ha rassegnato le dimissioni nel febbraio dello scorso anno per far posto al primo dei non eletti Maurizio Commendatore – Francesca Reale, 43 anni, sfiderà, oltre all’uscente Saverio Bosco, due donne e altri due uomini. La contesa elettorale vedrà impegnate, com’è noto, anche la commerciante Laura Vacirca e Maria Adagio, direttore dei servizi generali e amministrativi dell’istituto superiore “Vittorini-Gorgia” e attivista del comitato Antudo e del Coordinamento per il territorio no discarica Armicci-Bonvicino. Saranno entrambe sostenute da movimenti civici. Come anche la Reale, che lo anticipa nella lettera alla città senza tuttavia rivelare né nomi né simboli delle formazioni che la sosterranno. Salvo altre e non del tutto improbabili candidature, completano per adesso la griglia di partenza gli avvocati Rosario Lo Faro e Stefano Battiato. Il primo sostenuto dal Patto civico per Lentini, che mette insieme pezzi di destra (“Per Lentini”) e di sinistra (Pd e Articolo 1), il secondo, esponente della destra moderata, già in corsa nel 2016 quando fu sconfitto al ballottaggio dall’uscente-ricandidato Bosco, oggi sostenuto dalla coalizione Lentini in fiore (Forza Italia, L’Altra Lentini, Noi per Lentini).

L’annuncio con una lettera aperta alla città. Francesca Reale, la cui candidatura era in verità già nell’aria da settimane (è lei stessa ad ammetterlo: «Ho ritenuto opportuno attendere per la presentazione della mia candidatura»), usa parole pacate nella lettera aperta alla città e fa appello al bisogno di verità. «Impiegherò il tempo della campagna elettorale – spiega – per approfondire le scelte del mio programma, che non sarà un lungo elenco di cose da fare. Ai tanti problemi della nostra città, alle tante incompiute del passato e del presente, bisogna dare risposte serie, offrire soluzioni credibili e realizzabili».

Al primo punto il bilancio. Nessun “libro dei sogni”, dunque, ma «al primo posto i bisogni primari della gente». «Nessuna facile promessa elettorale – sottolinea ancora – ma solo il dovere di non nascondere le difficoltà, vista la disastrosa situazione finanziaria del nostro comune, e di dire sempre la verità. Con i cittadini bisogna parlare il linguaggio della verità». Al primo punto il bilancio, «il solo atto politico che conta» afferma. «Lì vedrete le mie scelte. Niente sprechi e priorità ai bisogni veri della comunità».

Con Bosco? Nessuna alleanza. Infine la smentita delle illazioni su chi la vorrebbe come possibile futura alleata del sindaco uscente, di cui comunque dice di aver apprezzato le scuse pubbliche per la poco felice espressione rivolta a una consigliera comunale di opposizione durante il recente dibattito in aula sulla bagarre tra amministrazione comunale e Asp riguardo alle errate e contraddittorie comunicazioni che davano la città prima in “rosso”, poi in “arancione” e immediatamente dopo di nuovo in “rosso”. Un «gesto nobile» che ha ridato «nobiltà e dignità alla “istituzione sindaco”». «Sarò – afferma la Reale – avversaria leale e corretta di Bosco e di tutti gli altri candidati. Mi confronterò con rispetto, evitando scontri personali fatti di invettive e calunnie».

«La vita privata resti vita privata». Il chiarimento arriva nelle righe successive in cui definisce «squallido e deplorevole entrare a piede teso nella vita privata degli altri candidati per cercare di trarre vantaggi elettorali». «Ogni candidato – afferma – va giudicato per la proposta politica di cui è portatore e non per i comportamenti tenuti in famiglia. Ogni vicenda familiare giunta alla fine è diversa dall’altra, contiene aspetti intimi che non conosciamo e che non ci devono riguardare. Dunque basta con le maldicenze, con le menzogne e con i vili “si dice che” usati come arma per screditare l’avversario».

© Riproduzione riservata

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