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Lentini | Campo di basket in piazza Madonna del Castello, la replica dell’autore dell’esposto

7 Giugno 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Campo di basket in piazza Madonna del Castello, la replica dell’autore dell’esposto
Attualità
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Continuano le polemiche intorno all’iniziativa di riqualificazione del Lions in collaborazione con l’amministrazione comunale. Il club, secondo la decisione del giudice, «si è limitato a stanziare e procurare i fondi per ristrutturare due canestri di basket». La replica: «Verità non riconosciuta dalla giustizia». «È “ingiusto” il cittadino che reclama la violazione del proprio vivere dentro casa?».

L’iniziativa e la “assoluzione” del Lions. Ancora polemiche intorno alla riqualificazione del vecchio campo di basket abbandonato di piazza Madonna del Castello, effettuata nel 2018 dal Lions, in collaborazione con l’amministrazione comunale e l’Asd Basket Lions Leontinoi, nell’ambito di un progetto distrettuale del club denominato “Cento piazze per lo sport”. L’iniziativa, come è ormai noto, non piacque a un cittadino residente nella zona, il quale – ritenendosi danneggiato dall’operazione di riqualificazione e individuando nel Lions la controparte presunta responsabile, a suo giudizio, di aver commesso un abuso – presentò un esposto alla Polizia municipale. La controversia giudiziaria si è chiusa nei giorni scorsi con una sentenza di assoluzione del Lions, che – si legge nel dispositivo – «si è semplicemente limitato a stanziare e procurare i fondi per ristrutturare due canestri di basket che erano allocati in loco da molto tempo e che necessitavano di ristrutturazione».

La replica: «Verità non riconosciuta dalla giustizia». Parla invece di «verità non riconosciuta dalla giustizia» l’autore dell’esposto, l’ing. Cirino Cillepi, che ha deciso di uscire allo scoperto definendo l’iniziativa «un cattivo esempio di arroganza e di complicità con l’amministrazione comunale». «L’arroganza e forse anche la prepotenza – scrive Cillepi in una replica – che hanno caratterizzato il comportamento del Lions di Lentini nell’avere eseguito opere su suolo pubblico senza alcuna autorizzazione, come la legge impone ai normali cittadini, non è pensabile e neppure giustificabile». Cillepi parla di «opere realizzate con “autorizzazione verbale” del sindaco a seguito di una fantomatica richiesta del club, che per strani e complicati raggiri non è stata mai protocollata al Comune e che a oggi resta sconosciuta».

«Opera sprovveduta e incauta». «C’è di che vantarsi – scrive Cillepi – nell’avere eseguito un’opera che alle persone di buon senso appare sprovveduta e incauta perché sfugge alle regole di sicurezza e mortifica il vivere quotidiano dei residenti, cioè giocare a pallacanestro in piena viabilità stradale, con pericolo incombente per chi transita in luogo, e sull’asfalto ruvido e inadatto al gioco, quando a pochi metri di distanza c’è il campo scuola con ampi spazi attrezzati e sicuri. In una città civile, ordinata e ben amministrata, ogni opera su suolo pubblico, qualunque sia il fine, presupporrebbe l’assenso dell’amministrazione nel rispetto della legalità, della sicurezza e della salvaguardia della quiete cittadina. È “ingiusto” – conclude – il cittadino che ha reclamato la violazione del proprio vivere dentro casa?».

© Riproduzione riservata

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