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Lentini| Cinquantuno anni fa l’uccisione degli agenti Reina e Rao

4 Maggio 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Cinquantuno anni fa l’uccisione degli agenti Reina e Rao
Attualità
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Commemorazione questa mattina in Chiesa Madre e in via Lisso, dove un cippo ricorda l’assassinio delle due guardie di pubblica sicurezza. Presenti il questore di Siracusa Mario Caggegi, l’amministrazione comunale e i vertici provinciali e locali delle forze dell’ordine.

Accadde tutto in via Lisso, nel cuore del centro storico, a pochi metri dalla centralissima via Conte Alaimo. Era il 4 maggio 1965. Cinquantuno anni fa due agenti di pubblica sicurezza in servizio al commissariato di Lentini, Salvatore Reina e Carmelo Rao, entrambi trentaduenni, furono assassinati a colpi di fucile da Pietro Camerata. Invano avevano cercato di calmarlo, di convincerlo a deporre l’arma. L’uomo sparò sulle due guardie senza alcuna esitazione, a sangue freddo. Era accecato dalla rabbia. Aveva appena litigato con il fratello Carmelo per una presunta tresca con la propria moglie. Quando le guardie Reina e Rao giunsero in via Lisso, nell’abitazione teatro della rissa, prestarono innanzitutto assistenza a Carmelo Camerata per le lesioni subite. Ma proprio in quel momento sopraggiunse, in sella a una motoretta, il fratello Pietro. Era armato di fucile, al centro della stradina. Ai presenti apparvero subito chiare le sue intenzioni. Da lì a qualche secondo il tragico epilogo. Le due guardie di pubblica sicurezza, nonostante il fucile spianato contro di loro, si avvicinarono a braccia alzate a Pietro Camerata invitandolo alla calma. «Era fin troppo evidente – scriverà tre giorni dopo nel suo rapporto l’allora dirigente del commissariato Giorgio Ricciardi – l’atteggiamento pacifico delle guardie. La loro intenzione era unicamente quella di comporre bonariamente la vertenza tra i due fratelli». L’uomo invitò perentoriamente i due agenti a tornare indietro, ma non fu ascoltato. Sparò un primo colpo e uccise Salvatore Reina. Poi un secondo colpo contro Carmelo Rao, che aveva tentato con il proprio corpo di fare scudo a due bambini di circa quattro anni che erano intenti a giocare in strada. Reina e Rao, originari rispettivamente di Mascalucia e Belpasso, morirono sul colpo, vittime del dovere. Più tardi il presidente della Repubblica conferì a Salvatore Reina la medaglia d’argento al valor civile alla memoria e a Carmelo Rao la medaglia d’oro per il fulgido esempio di incondizionata dedizione al dovere spinta fino all’estremo sacrificio della vita. Questa mattina, come ogni anno, quel sacrificio è stato rievocato nel corso di una celebrazione alla presenza del questore di Siracusa Mario Caggegi, dei vertici provinciali e locali delle forze dell’ordine, dell’amministrazione comunale e dei familiari delle due guardie di pubblica sicurezza. Presenti anche i rappresentanti dell’antiracket, dell’associazionismo locale e una folta scolaresca. Al termine di una celebrazione eucaristica officiata in Chiesa Madre da don Maurizio Pizzo, un corteo preceduto dal gonfalone comunale si è mosso per raggiungere via Lisso dove il questore Mario Caggegi e il vice sindaco Andrea Zarbano hanno rispettivamente deposto ai piedi del cippo commemorativo che ricorda il sacrificio delle due guardie una corona d’alloro e un mazzo di fiori. Al termine della cerimonia il questore si è intrattenuto a colloquio con i familiari delle due guardie.

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