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Lentini| Colombiana ridotta in schiavitù liberata dalla polizia, arrestati due rumeni

15 Dicembre 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Colombiana ridotta in schiavitù liberata dalla polizia, arrestati due rumeni
Cronaca
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Costretta a chiedere l’elemosina e trasformata in un “oggetto” sessuale, viveva in un tugurio insieme al proprio bambino. Le indagini scattate grazie a una segnalazione della madre e della sorella della vittima che vivono a New York.

direttaLa vittima ridotta in schiavitù. Letteralmente ridotta in schiavitù, trasformata in un oggetto sessuale, costretta a chiedere l’elemosina, segregata insieme al suo bambino in un tugurio peraltro inagibile per via dei danni subiti a causa del terremoto del 1990, una giovane mamma colombiana è stata finalmente liberata dalla polizia al termine di una complessa operazione scattata grazie a una segnalazione partita dai familiari della donna residenti a New York, che si sono rivolti al numero verde nazionale dedicato proprio alle donne vittime di violenza.

Gli aguzzini. I suoi “sequestratori”, due cittadini rumeni di 21 e 36 anni, L.C. e D.M., il primo dei quali compagno della donna e padre del figlio, sono stati arrestati per riduzione in schiavitù e furto aggravato di energia elettrica, poiché avevano anche abusivamente allacciato alla rete elettrica il contatore della vecchia abitazione. La donna è stata liberata grazie a una operazione congiunta degli agenti delle squadre mobili di Ragusa e Siracusa e del commissariato della Polizia di Stato di Lentini.

La liberazione. È stata la Squadra Mobile di Ragusa a ricevere per prima la segnalazione della turpe vicenda da parte degli operatori di un centro antiviolenza ibleo, a loro volta allertati dal numero verde nazionale dedicato alle donne vittime di violenze e abusi, cui si erano rivolti appunto la madre e la sorella della donna residenti a New York, allarmati dalle condizioni in cui la loro congiunta era costretta a vivere dal compagno e padre del bambino e da un suo amico rumeno. Scattate immediatamente le indagini, i poliziotti di Ragusa hanno impiegato poche ore a capire che la donna potesse trovarsi a Lentini. Individuata l’abitazione “prigione”, gli agenti di Ragusa, Siracusa e Lentini vi hanno fatto irruzione e sono riusciti a liberare la donna. Alla vista della polizia, la donna è scoppiata in lacrime e condotta in commissariato ha raccontato tutti i particolari della turpe vicenda.

Turpe vicenda. La donna ha denunciato di essere stata un “oggetto” per l’uomo che aveva conosciuto all’estero e che aveva seguito in Italia solo perché lui la minacciava di toglierle il bambino avendole sequestrato anche i passaporti. Costretta a chiedere l’elemosina insieme al figlio ancora in tenerissima età e con qualsiasi condizione climatica, la donna doveva poi consegnare tutto il denaro raccolto, senza poter tenere nulla per sé, al suo compagno aguzzino che avrebbe provare pure ad avviarla alla prostituzione. La vita per quella donna era diventata un inferno. Costretta a stare con lui anche sessualmente, non poteva andare via senza documenti, non poteva tornare nel proprio paese e temendo di essere considerata clandestina non aveva mai chiesto aiuto alla polizia.

Le decisioni del giudice per le indagini preliminari. Il Gip del Tribunale di Siracusa, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto e applicato a entrambi la misura cautelare per il reato di furto di energia elettrica, mentre solo per L.C. ha applicato la misura anche per la riduzione in schiavitù stante il ruolo marginale avuto da D.M. La donna e il piccolo sono stati affidati a una comunità in una località segreta e sono già in corso le pratiche per regolarizzare la loro posizione sul territorio nazionale.

© Riproduzione riservata

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