breaking news

Lentini| Consorzi di bonifica sull’orlo del fallimento

19 Aprile 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Consorzi di bonifica sull’orlo del fallimento
Attualità
0
Dipendenti da sei mesi senza stipendio. Quadro a tinte fosche, tra incertezza normativa e tagli continui alle risorse. Silenzio delle istituzioni. Un solo commissario per i sei consorzi della Sicilia orientale. A Lentini personale dimezzato e nessun mezzo: quasi impossibile assicurare i servizi essenziali. Scenario disastroso, casse vuote, stagione irrigua a rischio. Intanto, i sindacati si autoconvocano a Palermo all’assessorato all’Agricoltura per il prossimo 26 aprile.

Claudio Cosentino

Un migliaio di famiglie siciliane in gravi difficoltà economiche. Sono quelle dei dipendenti degli 11 consorzi di bonifica, sei dei quali nella sola Sicilia orientale. Quarantasei, distribuiti tra Lentini e Belvedere, i dipendenti del Consorzio di bonifica 10 di Siracusa, sorto nel 1997 dalla fusione dell’ex consorzio di bonifica “Lago di Lentini” con il consorzio di bonifica delle paludi Lisimelie. Ormai da sei mesi non percepiscono gli stipendi. A nulla sono valse le proteste, gli scioperi, le prese di posizione dei sindacati. Come a nulla è valso l’accorato appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nella lettera, rimasta finora senza risposta, avevano parlato di «frustrante stato di abbandono» e denunciato le «strumentalizzazioni della politica», che addita i consorzi come «carrozzoni frutto di clientele», dimenticando l’impegno e le professionalità di chi per diversi decenni ha svolto una funzione cruciale nella costruzione di dighe, strade e acquedotti rurali. «Un quadro – avevano scritto – senza alcun progetto. Una politica senza strategie, senza pianificazione, fatta di proclami». La Regione, da cui i consorzi dipendono, non decide, prende tempo, rinvia. E intanto l’agonia continua e lentamente uccide. «È una situazione di totale incertezza che si trascina purtroppo da molti, troppi anni», dice sconfortato Claudio Cosentino, direttore generale del Consorzio di bonifica 10. Nel lontano 1995 la Regione vara una riforma dei consorzi, che da 27 si riducono a 11. «Ma la norma – spiega – non è mai stata interamente applicata». Tutto, sempre, avvolto nella caligine. Per quasi vent’anni. Poi, nel 2014, la politica partorisce un piano di riassetto territoriale. L’isola viene divisa in due: 5 consorzi nella Sicilia occidentale, 6 in quella orientale. A capo delle due entità due soli commissari. «Il proposito era forse quello di economizzare, di snellire». Cosentino si sforza egli stesso di capire il perché di alcune scelte. «Un solo commissario per sei consorzi. Ma lei lo immagina? Qui a Lentini, ad esempio, non lo abbiamo mai visto. Ma questo è niente se pensiamo che, in poco più di un anno, di commissari se ne sono avvicendati ben quattro. Dovrei ogni volta andare io a Palermo. Ma con quale autovettura? L’unica che abbiamo e con la quale dovremmo essere teoricamente in grado di garantire tutti i servizi e gli interventi sul territorio di nostra competenza, ci è stata data in prestito, con tanto di copertura assicurativa, non ci crederà, da uno dei consorziati, il dott. Signorelli, le cui proprietà ricadono appunto nel nostro territorio». Perché le difficoltà, oltre che all’incertezza normativa, sono legate soprattutto alla mancanza di risorse. Quella dei consorzi di bonifica è come una nave con una falla enorme che nessuno sembra abbia intenzione di riparare. «Le spese per il personale e i servizi – spiega Cosentino – erano prima coperte per il 95 per cento dal contributo regionale e per la parte restante dal contributo a carico dei consorziati. Con gli anni il contributo regionale è sceso al 65 per cento e sarà, come già comunicatoci, progressivamente decurtato fino ad arrivare a zero entro il 2020. Uno scenario disastroso se pensiamo che dai ruoli emessi, per via di una crisi senza precedenti in un contesto di per sé già in sofferenza da tempo, riusciamo ad incassare appena il 18 per cento l’anno. Ogni giorno – ironizza – ci cimentiamo in una sorta di “amministrazione creativa”». Personale insufficiente (passato da 99 a 46) e senza salari, casse vuote, stagione irrigua gravemente a rischio. Con una ciliegina sulla torta: l’enorme esposizione debitoria dei consorzi. Intanto, le organizzazioni sindacali di categoria, Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uila, si sono autoconvocate a Palermo, presso la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura, per il prossimo 26 aprile. Lo stesso giorno si svolgeranno sit-in territoriali davanti a tutte le Prefetture dell’isola per chiedere risposte immediate e certe sul futuro della bonifica e dei suoi lavoratori.

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com