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Lentini| Criminalità, Giuffrida (Apilc): «Il silenzio non paga»

1 Giugno 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Criminalità, Giuffrida (Apilc): «Il silenzio non paga»
Cronaca
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In esclusiva, intervista al presidente dell’associazione antiracket di Lentini e Carlentini a margine dell’assemblea annuale. Preoccupazione per la recrudescenza di episodi delittuosi. Cosa sta accadendo? La gente ha paura? Qual è il ruolo dell’amministrazione comunale?

Salvatore Giuffrida

Sei proficui faccia a faccia tra i sei aspiranti alla carica di primo cittadino e i vertici dell’Apilc, l’Associazione protezione imprese di Lentini e Carlentini che proprio domenica scorsa, nella sede di piazza Duomo, ha tenuto la sua assemblea annuale. Sei incontri con i sei candidati a sindaco, non solo per cogliere la sensibilità di ognuno verso i temi della lotta al racket, ma soprattutto per riflettere su ciò che gli imprenditori si aspettano dai futuri amministratori. L’associazione antiracket è oggi presieduta da Salvatore Giuffrida, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

La città sembra essere sotto scacco della criminalità e la popolazione è giustamente allarmata. Il vostro è un punto di osservazione speciale. Cosa sta accadendo secondo voi?

Sembrerebbe un momento di transizione. Gli apparati mafiosi sono alla ricerca di nuovi assetti, le nuove leve del crimine si fanno avanti e reclamano il loro spazio, e probabilmente si stanno mettendo alla prova in una sorta di selezione sul campo. Ma la popolazione non può limitarsi a mostrare preoccupazione e allarme, delegando completamente ad altri la soluzione di problemi che la riguardano. Chi non ricorda quanti nostri concittadini, in occasione di calamità naturali di qualche anno fa, stavano con le braccia conserte a dirigere i lavori dei soccorritori? In altre regioni del nostro Paese, in occasioni simili, la gente ha cominciato a spalare prima ancora che arrivassero i soccorritori.

Pochi anni fa l’Apilc si è fatta promotrice di un’indagine anonima da cui è emerso che almeno il 20 per cento degli imprenditori di Lentini e Carlentini paga il pizzo. Qual è oggi la situazione?

La nostra percezione è che non siamo molto distanti dai dati che ricavammo nel 2011. Tuttavia, per noi è utile avere oggi un’idea quanto più precisa e aggiornata della reale incidenza del fenomeno estorsivo e stiamo ragionando sull’opportunità di ripetere quell’indagine a distanza di cinque anni. Disponendo di dati aggiornati, potremmo ottenere risultati migliori utilizzando al meglio le modeste risorse sulle quali può contare un’organizzazione di volontariato qual è la nostra.

Nonostante la presenza di pratiche estorsive, la collaborazione con gli investigatori da parte dei taglieggiati, come denunciato di recente anche dalle stesse forze di polizia, sarebbe quasi del tutto inesistente. Vince la paura, dunque?

Purtroppo l’aspetto irrazionale e la paura è ancora determinante nel tenere basso il numero delle denunce. Se gli imprenditori riuscissero a ragionare a mente fredda, si accorgerebbero che denunciare gli estorsori non solo è un obbligo, ma è anche conveniente. Il nostro compito consiste nel convincerli che la denuncia è l’unico strumento per tornare a esercitare la loro attività da uomini liberi e spiegare che ci sono leggi – che non tutti conoscono – che risarciscono per intero i danni subiti a seguito di estorsioni.

Può bastare il potenziamento dei presidi locali delle forze dell’ordine chiesto con forza dalla popolazione per rendere la città più sicura?

Certamente la presenza di un adeguato contingente delle forze di polizia è fondamentale, e nelle ultime settimane abbiamo visto che questa presenza – anche se in via estemporanea – è stata incrementata in maniera visibile, ma non possiamo illuderci che i tagli nel bilancio statale possano riportare la consistenza delle forze di polizia al livello ritenuto necessario. Per questo la popolazione dovrebbe acquisire una coscienza civile e collaborare in maniera più convinta. Detto in altri termini, non dovrebbe succedere che molti dei fatti delittuosi avvenuti negli ultimi mesi a Lentini e Carlentini siano stati commessi in luoghi frequentati anche di notte e che quasi mai qualcuno abbia mostrato di essersene accorto.

Quali strumenti pensate possa mettere in campo l’amministrazione comunale per prevenire e contrastare ogni forma di episodio delittuoso?

Le amministrazioni locali hanno una grande responsabilità nel contribuire a creare un clima che induca al rispetto delle leggi, ma gli episodi di corruzione e di cattiva politica degli amministratori e le disattenzioni della burocrazia non aiutano di certo. Molto spesso ci sentiamo estranei alle scelte che vengono fatte sulla nostra pelle e il cittadino, per una sorta di emulazione e di compensazione, si sente autorizzato ad adottare comportamenti contro legge più o meno gravi per i quali viene mostrata molta tolleranza da chi dovrebbe sanzionarli. Tanto per fare qualche esempio, nelle nostre comunità sono state di fatto abolite  le norme sulla circolazione e sull’occupazione abusiva di spazi pubblici. E allora, se non si riesce a scoraggiare neppure chi occupa abusivamente gli stalli riservati ai disabili, come si può pensare di affrontare episodi contro legge ancora più gravi?

© Riproduzione riservata

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