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Lentini | Discarica Grotte S. Giorgio, esposto-denuncia del Comitato unitario sanità pubblica

9 Aprile 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Discarica Grotte S. Giorgio, esposto-denuncia del Comitato unitario sanità pubblica
Attualità
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«La procura di Siracusa accerti tutti i reati ambientali commessi». Il documento illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede della Camera del lavoro. Censabella: «Serve un piano di risanamento ambientale di tutta l’area che negli anni è stata devastata».

L’esposto-denuncia. Accertare tutti i reati ambientali commessi nella gestione della discarica della famiglia Leonardi di contrada Grotte San Giorgio, oggi in amministrazione giudiziaria a seguito dell’inchiesta “Mazzetta Sicula”. È la richiesta avanzata formalmente dal Comitato unitario per la sanità pubblica con un esposto-denuncia inoltrato alla procura di Siracusa. Il documento – trasmesso anche all’Assessorato regionale territorio e ambiente, alla Commissione tecnica specialistica e alla presidente della Commissione legislativa ambiente, territorio e mobilità, Giusy Savarino – è stato illustrato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Camera del lavoro di Lentini, dai rappresentanti del Comitato unitario, Paolo Censabella, Luigi Boggio ed Elio Magnano.

Censabella: «Serve un piano di risanamento». «Nel confermare e ribadire il contenuto della petizione popolare di netta e radicale contrarietà a ogni ipotesi di ampliamento della discarica, a sostegno della quale abbiamo raccolto 4.368 firme già inviate alle istituzioni nazionali e regionali competenti – ha sottolineano Censabella – desideriamo adesso fare un salto di qualità in questa complessa e difficile battaglia rivolgendoci sia alla procura di Catania, che ha già un procedimento aperto, sia a quella di Siracusa con un esposto-denuncia per chiedere di accertare tutti i reati ambientali commessi e per ribadire la necessità di un piano di risanamento ambientale di tutta l’area che negli anni è stata devastata».

Le permeazioni di percolato in galleria. «Chiunque conosca lo stato dei luoghi – si legge nell’esposto-denuncia – può riferire di permeazioni di percolato rilevabili persino nella galleria San Demetrio dell’autostrada Catania-Siracusa e di emanazioni di insopportabili effluvi che “aromatizzano” gli abitati di Lentini e Carlentini e le zone limitrofe alla discarica e che testimoniano non solo l’irregolare abbancamento di rifiuti già constatato, ma anche l’irregolare illecita realizzazione dell’impermeabilizzazione delle vasche di abbancamento, al punto da consentire la permeazione del percolato, sulla cui estrema tossicità non riteniamo che ci sia bisogno di particolari spiegazioni tecniche. Del resto, se tutto fosse stato realizzato “a regola d’arte”, non dovrebbero esserci né gli effluvi né le infiltrazioni di percolato».

E se è lo Stato a commettere illeciti? «Nelle more delle indagini – si legge ancora nell’esposto-denuncia del Comitato unitario per la sanità pubblica – i commissari giudiziari sono stati autorizzati a proseguire l’attività di abbancamento dei rifiuti e a curare gli interessi della Sicula Trasporti. Poiché però non risulta che siano stati eseguiti lavori di ripristino della impermeabilizzazione delle vasche, né che le modalità di abbancamento dei rifiuti avvengano in modo diverso dal passato anche recente, ci domandiamo se un’attività intrinsecamente e oggettivamente gravemente illecita sotto il profilo della violazione delle norme a tutela dell’ambiente possa diventare soggettivamente lecita se ad esercitarla sono i rappresentanti dello Stato anziché soggetti indagati per collusione con la mafia».

«Nessuna emergenza giustifica la devastazione ambientale». «Riteniamo – scrive il Comitato unitario al procuratore di Siracusa – che nessuna emergenza possa giustificare la perpetuazione della illecita devastazione ambientale del territorio di Lentini. Né l’aumento dei costi che deriverebbero dallo smaltimento dei rifiuti in altri centri in Italia o all’estero, della cui responsabilità la Regione porta il peso, può assurgere a conclamata emergenza tale da giustificare il perpetuarsi di reati ambientali gravissimi». Secondo il Comitato unitario la procura aretusea deve «porsi il problema della chiusura immediata di una discarica che è fonte e causa del perpetuarsi della consumazione di gravissimi reati ambientali». Inoltre, «l’intero territorio registra un elevato numero di patologie tumorali e respiratorie direttamente collegabili alla prossimità della discarica» ed è dunque auspicabile «che ai reati ambientali possano essere aggiunti quelli che arrecano danno alla salute dei cittadini».

© Riproduzione riservata

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