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Lentini| Discarica Grotte San Giorgio, anche il consiglio comunale dice no all’ampliamento

13 Maggio 2017 | by Silvio Breci
Lentini| Discarica Grotte San Giorgio, anche il consiglio comunale dice no all’ampliamento
Attualità
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Maggioranza e opposizione contro la realizzazione di un quarto bacino di abbancamento, capace di contenere altri 900 mila metri cubi di spazzatura. Martedì conferenza dei servizi a Palermo. L’opera contraria agli interessi del territorio. Votato all’unanimità anche l’ordine del giorno dei consiglieri di minoranza Reale e Santocono.

consiglio comunale lentineseAmpliamento Grotte San Giorgio: no grazie. Anche il consiglio comunale dice no a un ulteriore ampliamento della discarica di contrada Grotte San Giorgio, impianto di proprietà della Sicula Trasporti che ricade in parte in territorio di Lentini e in cui confluiscono i rifiuti di mezza Sicilia. L’Aula ha espresso all’unanimità parere contrario all’ampliamento dell’impianto, accogliendo di fatto l’invito dell’esecutivo che nei giorni scorsi aveva votato una delibera ribadendo la propria contrarietà al terzo ampliamento del sito, ovvero alla realizzazione di un quarto bacino di abbancamento dei rifiuti in grado di ospitare altri 900 mila metri cubi circa di spazzatura.

Associazioni: «Territorio sotto attacco». Posizione, quella dell’amministrazione Bosco, ovviamente auspicata e sostenuta in queste settimane, dal Coordinamento delle associazioni per il territorio, che parla di «territorio sotto attacco» da parte del «cartello delle discariche che vorrebbe trasformarlo in un grosso polo del business dei rifiuti».

350X250METRO QUADROIl progetto: cosa prevede? Il progetto sul quale adesso il sindaco Saverio Bosco, su mandato del consiglio comunale, esprimerà parere contrario nella conferenza dei servizi in programma a Palermo martedì 16 maggio (conferenza inizialmente convocata per il 30 marzo, ma poi rinviata su richiesta del Comune di Lentini che non aveva mai ricevuto dalla Regione il progetto) prevede, come si diceva, la realizzazione di un quarto bacino di abbancamento di rifiuti, capace di contenere 900 mila metri cubi circa di spazzatura, e la successiva cosiddetta “riprofilatura” dei bacini esistenti per ulteriori 900 mila metri cubi. Si tratta, in pratica, di una modifica al secondo ampliamento della discarica nel territorio di Lentini, già autorizzato dalla Regione nel novembre del 2012 e nell’ambito del quale sono stati realizzati altre due vasche di contenimento. Se dunque questo intervento fosse autorizzato, si tratterebbe del terzo ampliamento della discarica nel territorio lentinese.

Le motivazioni tecniche e politiche. Lunga la sfilza delle motivazioni sulle quali il Comune intende fondare il proprio no all’ampliamento della discarica di Grotte San Giorgio. Il sito si trova al centro delle più importanti aree umide della Sicilia Orientale, a pochissimi chilometri dai fiumi Gornalunga e San Leonardo e dal Biviere di Lentini, zone di straordinario interesse naturalistico e faunistico. Inoltre, Lentini dista appena 7 chilometri e a 500 metri dall’area interessata dall’ampliamento sorgono agrumeti e vigneti e una cinquantina di abitazioni. Nel provvedimento votato nei giorni scorsi dalla giunta e ieri sera recepito all’unanimità dal consiglio comunale si parla di «elevata concentrazione di altre discariche in esercizio o esaurite» (a 6 chilometri sorge l’ex discarica comunale di Lentini ormai esaurita, ma ancora non bonificata) e sono elencati i motivi per cui sarà espresso parere contrario. Le discariche producono molteplici effetti negativi: danno all’immagine dell’area, deprezzamento dei patrimoni immobiliari, inquinamento irreversibile dei terreni e delle falde acquifere, gravi conseguenze per la salute e per l’ambiente, ostacolo allo sviluppo turistico, ricadute negative sull’agricoltura.

banne 300 x250 vogue. 2gifOpera contraria agli interessi del territorio. Il Comune di Lentini, come chiarisce il provvedimento adottato dall’esecutivo e ratificato dal consiglio, ha l’obiettivo di evitare che si possa interrompere quanto si sta faticosamente mettendo in campo sul piano della tutela e della valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali e naturalistiche, come il Biviere di Lentini. La richiesta di ampliamento di un già enorme comprensorio di discariche non può, secondo l’amministrazione, essere ritenuto compatibile con il territorio poiché inevitabilmente determina un incremento esponenziale del danno ambientale. «Il messaggio delle istituzioni e della città intera – ha detto Bosco ieri sera in aula – deve essere chiaro: non venite più a proporre la realizzazione di discariche nel nostro territorio».

bloggif_5905a48aab10aL’ordine del giorno Reale Santocono. Il consiglio comunale ha inoltre votato all’unanimità anche l’ordine del giorno presentato dai consiglieri di minoranza Francesca Reale e Giuseppe Santocono che impegna il consiglio comunale e la giunta «a porre in essere ogni iniziativa istituzionale, legale, politica e amministrativa allo scopo di negare le necessarie autorizzazioni amministrative alla Sicula Trasporti e a tutte le aziende e i consorzi che presentano richieste di autorizzazioni di ampliamento e realizzazione di discariche nel territorio».

L’interrogazione di Maria Cunsolo. L’amministrazione comunale, infine, ha risposto a una interrogazione della consigliera del M5s, Maria Cunsolo, sull’affidamento del servizio di igiene urbana a Tech Servizi e Clean Up e sui suoi costi. L’assessore all’Ecologia, Alessio Valenti, ha ribadito in aula che il costo complessivo del servizio, che non comprende solo la raccolta dei rifiuti ma anche il loro conferimento in discarica, non ha subito in questi mesi alcun incremento proprio perché, grazie ai risultati della differenziata, i costi di conferimento sono diminuiti.

300x250 goldenLa risposta di Valenti. «L’ultima ordinanza – ha chiarito Valenti – riaffida il servizio a Tech e Clean Up fino al 30 settembre a fronte di un canone mensile pari a 228.656 euro, ovvero a un costo maggiore di 33.803 euro rispetto all’ordinanza della precedente amministrazione e non di 41.069 euro come affermato dalla Cunsolo. L’incremento è dovuto al ripristino della sesta ora agli operatori ecologici. Il capitolo di spesa relativo ai rifiuti è costituito da due voci: il servizio di raccolta e spazzamento e il conferimento in discarica. Il costo del primo è cresciuto per l’aumento delle ore, il costo del secondo è diminuito di 186 mila euro per l’incremento della differenziata. Risparmio al quale bisogna aggiungere il guadagno derivante dalla vendita ai consorzi della frazione differenziata che ammonta attualmente a poco più di 93 mila euro. Stiamo insomma – ha concluso – rispettando pienamente il vincolo di spesa che ci impone di non superare l’importo del 2013, ovvero l’anno precedente al dissesto». Nella replica, la consigliera Cunsolo ha sottolineato come la sua interrogazione sia servita a sollecitare l’amministrazione comunale a rendere noti i dati sulla differenziata che più volte a partire da ottobre erano stati richiesti. «Sono felice – ha detto – che la mia interrogazione abbia finalmente prodotto un momento di verità. Adesso studieremo le carte e valuteremo».

Gli altri argomenti. L’Aula ha proceduto all’elezione dei membri della commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari di Corte d’Assise e di Corte d’Assise d’Appello (sono stati eletti i consiglieri Maurizio Barbagallo e Renzo Vinci, entrambi di minoranza).

© Riproduzione riservata

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