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Lentini| Discarica per rifiuti speciali della Pastorino, Bosco: «Il nostro territorio non è un immondezzaio»

8 Settembre 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Discarica per rifiuti speciali della Pastorino, Bosco: «Il nostro territorio non è un immondezzaio»
Attualità
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Chiesta alla Regione la revoca in autotutela dell’autorizzazione rilasciata all’impresa siracusana per la realizzazione della discarica in contrada Armicci. Già nel 2013 il consiglio comunale aveva detto no alla variante urbanistica. L’amministrazione comunale parla di provvedimento illegittimo e di «assenza di adeguata istruttoria».
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Santi Terranova

La discarica per rifiuti speciali non pericolosi che la Pastorino Srl vorrebbe realizzare in contrada Armicci non piaceva allora e non piace oggi. Ma l’impresa siracusana, che per anni ha provato invano a convincere la città della bontà del proprio progetto, prospettando anche vantaggiose compensazioni, l’autorizzazione alla realizzazione della discarica l’ha comunque ottenuta. Si chiama Aia, ovvero autorizzazione integrata ambientale. È la numero 1905 del 5 novembre 2015 ed è stata rilasciata dal dipartimento acque e rifiuti dell’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità.

Autorizzazione contro la quale la nuova amministrazione comunale ha oggi presentato un ricorso chiedendone la revoca in autotutela. «Alla Pastorino – sottolinea il sindaco Saverio Bosco – abbiamo già detto no quando di recente ci ha comunicato l’intenzione di avviare i lavori per il completamento e la messa in opera della discarica. L’atto di oggi, coerentemente con il nostro programma politico-amministrativo, ribadisce il diniego e pone le basi per l’annullamento definitivo di una iniziativa che mette a rischio la salute dei nostri concittadini».

L’istanza di revoca in autotutela dell’autorizzazione integrata ambientale, a firma del sindaco Saverio Bosco e dell’assessore all’ambiente Santi Terranova, è stata inviata, oltre che agli assessorati all’energia e ai servizi di pubblica utilità e al territorio e ambiente, anche al governatore Crocetta, ai ministri della salute e dell’ambiente, all’Arpa, all’ex Provincia, oggi Libero consorzio comunale di Siracusa, e alla Soprintendenza. «Le autorizzazioni integrate ambientali – spiega l’assessore Santi Terranova – sono passibili di riesame in qualunque momento, soprattutto perché l’ambiente e la salute godono di tutela costituzionale di rango sovraelevato. Nel nostro caso, molteplici sono le ragioni che devono indurre l’assessorato a fare marcia indietro, non ultima quella, di pubblico dominio, che uno dei firmatari di un atto propedeutico all’autorizzazione della discarica è tutt’ora sottoposto a procedimento penale per i reati di corruzione e abuso in atti di ufficio nel rilascio di simili autorizzazioni».

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Saverio Bosco

Era il dicembre del 2013 quando il consiglio comunale, nel corso di una affollata seduta straordinaria e “aperta”, pronunciò un no “senza se e senza ma” alla discarica per rifiuti speciali non pericolosi, per la cui realizzazione la Pastorino aveva redatto e presentato un progetto ottenendo dall’assessorato regionale un giudizio positivo di compatibilità ambientale, sia pure vincolato a una serie di prescrizioni. Convocata su richiesta degli allora consiglieri di minoranza Mazzilli, Vacanti, Bosco, Battiato e Pollicino e preceduta da un sit-in in piazza Umberto organizzato dal Movimento 5 Stelle di Lentini e Carlentini, la seduta respinse seccamente ogni ipotesi di discarica nel territorio e ribadì, anche con il sostegno delle amministrazioni di Francofonte e Scordia, la contrarietà dell’intera comunità al progetto della Pastorino, rigettando quasi all’unanimità la richiesta di variante urbanistica. Contrarietà al progetto di chi vorrebbe realizzare una nuova discarica in un territorio in cui si registra ancora un tasso di tumori e leucemie pari al triplo della media nazionale.

Ovviamente vano, in quella occasione, fu il tentativo di sostenere la validità del progetto da parte dei rappresentanti dell’impresa, che spiegarono di essersi mossi nel solco della legalità e di avere seguito le procedure previste dalla normativa, consapevoli comunque di doversi necessariamente rimettere alla decisione finale del consiglio comunale, del quale, com’è noto, è la competenza sul cambio di destinazione d’uso del terreno individuato per la discarica. Come altrettanto vano fu il tentativo di prospettare vantaggiose compensazioni.

300x250 2loop 4k VideoRevolution progressivoTra i partecipanti al consiglio comunale c’era allora anche l’avvocato Santi Terranova, che nel gennaio del 2006, su incarico dell’associazione “Manuela e Michele” per bambini leucemici, aveva presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa, mai archiviata, chiedendo l’avvio di una indagine giudiziaria per «accertare e reprimere comportamenti dolosi o colposi connessi con il fenomeno dello sconsiderato aumento di casi di leucemia, soprattutto infantile, che si registra nel territorio di Lentini e nei paesi limitrofi da almeno un ventennio».

Secondo l’amministrazione comunale, che ha già chiesto l’annullamento dell’autorizzazione con un ricorso straordinario al presidente della Regione, l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla Pastorino sarebbe illegittima, poiché già nella conferenza dei servizi propedeutica al suo rilascio il Comune di Lentini aveva espresso il proprio dissenso spiegando che l’area individuata per l’impianto non è compatibile né dal punto di vista urbanistico né ambientale, in quanto vicina al Biviere (sito di interesse comunitario e zona di protezione sociale), e peraltro confina con aree agrumetate e tutelate dal piano paesaggistico in vigore. Nell’istanza di revoca in autotutela dell’Aia, Bosco e Terranova sottolineano peraltro come essa sia illegittima in quanto la difformità urbanistica «è requisito non ancora superato», e riferendosi al decreto di valutazione ambientale strategica e di valutazione d’impatto ambientale, propedeutico al rilascio dell’autorizzazione, parlano addirittura di «assenza di adeguata istruttoria».

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