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Lentini| Discarica, rianimazione, lago. Censabella (Cgil): «Serve un nuovo rapporto tra Regione ed enti locali».

16 Gennaio 2017 | by Silvio Breci
Lentini| Discarica, rianimazione, lago. Censabella (Cgil): «Serve un nuovo rapporto tra Regione ed enti locali».
Sindacale
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«Va ricostruito un rapporto dialetticamente positivo tra le istituzioni locali, le organizzazioni intermedie e le istituzioni regionali, per potere rivendicare un uso razionale e produttivo del nostro territorio».

La vicenda di Armicci insegna. «La vicenda della discarica di Armicci, come quelle del nuovo ospedale, del lago, del consorzio di bonifica e della Catania-Ragusa, sono il segnale evidente di come sia ormai diventato urgente intervenire a monte per cambiare il rapporto tra gli enti locali, le organizzazioni territoriali, ovvero sindacati, associazioni e partiti, e la Regione». Lo sottolinea il responsabile della Cgil per la zona di Lentini, Paolo Censabella, a margine della battaglia appena cominciata per impedire la realizzazione in contrada Armicci di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi autorizzata dalla Regione, che con un recente decreto ha di fatto scavalcato le prerogative del Comune che aveva negato le autorizzazioni edilizie.

«Occorre un nuovo rapporto». «Un nuovo rapporto – scrive Censabella – perché non è possibile che per completare e aprire il nuovo ospedale abbiamo dovuto lottare per ben 17 anni e da 5 aspettiamo di conoscere la data di apertura e inaugurazione del reparto di rianimazione per l’ulteriore salto di qualità della nostra sanità. Perché non è possibile subire il silenzio assordante sul lago che rimane scandalosamente chiuso al pubblico. Perché non è possibile che il Consorzio di bonifica rimanga nelle condizioni umilianti in cui versa, a spese dei lavoratori e dei produttori agricoli, per la mancata riforma dei consorzi che non ci stancheremo mai di denunciare. Perché non è possibile – prosegue ancora Censabella – che per la cantierizzazione del raddoppio della Catania-Lentini-Ragusa ci debbano far sudare sette camice».

Netta la presa di posizione contro la discarica. «Di un piano regionale sui rifiuti condiviso, produttivo e al riparo dall’inquinamento mafioso non abbiamo ancora notizie, ma con una tempistica diversa, invece, si sviluppa un procedimento tecnico-amministrativo per autorizzare la discarica di contrada Armicci, a prescindere e contro l’opinione della comunità locale. Non può e non deve essere questo – conclude Censabella – il rapporto tra le istituzioni locali, le organizzazioni intermedie e le istituzioni regionali, con le quali invece va ricostruito un rapporto dialetticamente positivo per potere rivendicare un uso razionale e produttivo del nostro territorio finalizzato alla creazione di nuovo valore aggiunto. Come sindacato rivendichiamo il diritto di intervenire sulla qualità dello sviluppo economico e sociale di tutta la zona nord della provincia».

© Riproduzione riservata

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