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Lentini | Donazione del sangue tra realtà e prospettive, il triangolo non brilla

16 Giugno 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Donazione del sangue tra realtà e prospettive, il triangolo non brilla
Attualità
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Celebrata lunedì la Giornata mondiale del donatore di sangue. I numeri nei tre comuni: arrancano Lentini e Carlentini, meglio Francofonte. Ma ogni anno in ospedale mancano in media circa 700 sacche di sangue che arrivano da altre province o regioni. Quanto ha influito il Covid e quanto conta la collaborazione delle istituzioni.

La Giornata del donatore di sangue. Lunedì 14 giugno tutto il mondo ha celebrato la Giornata del donatore di sangue. Milioni di donne e uomini vengono giornalmente salvati con sangue ed emoderivati o attraverso trasfusioni che si rivelano talvolta indispensabili. Purtroppo, nonostante l’impegno di numerosi donatori, sangue ed emoderivati raccolti tra Lentini, Carlentini e Francofonte non sono sufficienti a far fronte a tutte le necessità del territorio e si deve spesso fare ricorso a sacche di sangue provenienti da altre province o da altre regioni.

Donatori e donazioni: i numeri. Vediamo alcuni dati nel dettaglio. A Lentini, che su circa 24mila abitanti conta 254 donatori Avis (1.05% della popolazione), nel 2020 sono state effettuate 269 donazioni. A Carlentini, 18mila abitanti e 234 donatori (1.3% della popolazione), sono state 397. Meglio Francofonte, 13mila abitanti e 384 donatori (2.95% della popolazione), con le sue 682 donazioni. L’ospedale di Lentini utilizza ogni anno circa 3.100 sacche di sangue per far fronte alle esigenze del territorio. Ma dai donatori dei tre centri e dalla vicina Scordia ne arrivano 2.400. Un deficit annuale di circa 700 sacche. Numeri non eccellenti.

Arrancano Lentini e Carlentini, meglio Francofonte. «Credo dipenda – spiega Carlo Maci, presidente dell’Avis di Lentini fino allo scorso maggio – da una disattenzione generale verso il problema. Negli anni abbiamo fatto diversi tentativi di sensibilizzazione, ottenendo molti consensi teorici che non si sono tramutati in adesioni e donazioni. Una condizione solo “locale”. Nella vicina Francofonte infatti, negli ultimi anni, donatori e donazioni stanno registrando una crescita costante, mentre a Lentini e Carlentini non si rileva un aumento simile».

Gli effetti del Covid e la collaborazione delle istituzioni. L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha in qualche modo scoraggiato le donazioni? «Mentre i donatori di Francofonte donano nella propria sede, quelli di Lentini e Carlentini – spiega Maci – lo fanno al centro trasfusionale dell’ospedale. Questo ha certamente influito non positivamente in alcune fasi di acutizzazione del fenomeno pandemico, nonostante sia stato sempre ribadito che il processo di donazione garantisce la sicurezza sia del donatore che del ricevente. Dalla lettura dei dati ottenuti nel nostro territorio è facile desumere che la percentuale di donatori e donazioni è più alta dove le associazioni ricevono dalle amministrazioni locali maggiore collaborazione, attraverso la concessione gratuita di locali per la sede o la sponsorizzazione di attività e iniziative».

© Riproduzione riservata

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