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Lentini | Emergenza rifiuti, Coordinamento per il territorio: «Si istituisca un tavolo tecnico comunale»

22 Giugno 2022 | by Silvio Breci
Lentini | Emergenza rifiuti, Coordinamento per il territorio: «Si istituisca un tavolo tecnico comunale»
Attualità
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Adagio: «Pensare a una gestione territoriale del ciclo dei rifiuti secondo il principio della prossimità, differenziare seriamente e prevenire il rifiuto, incentivare i centri per il riciclo e il riuso dei materiali differenziati e per il trattamento dell’umido». I settori di intervento del tavolo tecnico: difesa, informazione e interventi tecnici.

Tavolo tecnico rifiuti, primo faccia a faccia. Un tavolo tecnico comunale che affronti in maniera strutturale la spinosa questione rifiuti. Chiesto dal Coordinamento per il territorio, si è riunito per la prima volta a palazzo di città. Alla nuova amministrazione comunale è stato chiesto che si proceda a formalizzare con una delibera l’istituzione del tavolo tecnico, stabilendo intenti e composizione, e che si creino i presupposti per una larga partecipazione dei cittadini nell’affrontare la questione rifiuti nel territorio. Per Maria Adagio del Comitato Antudo «significa pensare a una gestione territoriale secondo il principio della prossimità, significa differenziare seriamente e prevenire il rifiuto, incentivare i centri per il riciclo e il riuso dei materiali differenziati e per il trattamento dell’umido, significa incentivare i cittadini e le attività virtuose e disincentivare chi non si adegua a un necessario cambiamento di rotta che deve partire anche dai territori».

I settori di intervento: difesa, informazione, interventi. Tre i settori di intervento del tavolo tecnico. Innanzitutto la difesa. Secondo il Coordinamento per il territorio l’amministrazione, oltre a contrastare la discarica di contrada Scalpello, deve immediatamente chiedere di poter intervenire con diritto di voto nelle procedure aperte delle imprese Owac (impianto per il trattamento dei terreni contaminati) e Sienergy (inceneritore in territorio di Catania) che rappresentano una minaccia per la salute e l’economia degli abitanti di Lentini e non solo. Quindi l’informazione: occorre lavorare con scuole e cittadini a interventi di informazione sul corretto modo di fare la raccolta differenziata, sulla prevenzione del rifiuto e sullo stato del territorio. Infine gli interventi tecnici. Per il Coordinamento serve un censimento delle discariche abusive per programmare interventi di bonifica e prevenzione, è indispensabile avere dati reali sul tasso di raccolta differenziata, formulare proposte per la gestione dell’umido. «Questi – afferma il Coordinamento – costituiscono per noi i primi passi verso la creazione di un piano rifiuti cittadino».

Adagio: «Affrontare il problema in modo sistematico, capillare e coerente». «Viviamo continuamente – spiega Maria Adagio, membro del Comitato Antudo Lentini e candidata sindaca alle ultime elezioni amministrative per la lista indipendente Terra – la minaccia di nuove discariche, come quella prevista in contrada Scalpello, e di altri impianti nocivi e sovradimensionati per il territorio. Viviamo le conseguenze di una non-gestione del settore rifiuti a livello regionale che pesa in termini di salute e in termini di pesanti tassazioni sui cittadini. Da tempo i comitati indicano la strada per una gestione coerente ed economica dei rifiuti. Ma le istituzioni restano sorde e le collusioni emerse anche dalla recente indagine Mazzetta Sicula ci spiegano il perché. Gli interessi in gioco nel settore rifiuti sono altissimi. Lentini, come il resto del territorio circostante, vive il dramma di una megadiscarica nella quale conferiscono 250 comuni senza rispettare nemmeno le minime raccomandazioni dell’Ue in materia di gestione rifiuti. Le inchieste hanno evidenziato illeciti gravissimi come lo sversamento in mare di percolato, mentre la gente attorno si ammala e patisce quotidianamente odori insopportabili. Per noi – conclude Maria Adagio – il problema si affronta in modo sistematico, capillare e coerente seguendo la direzione della strategia rifiuti zero indicata ormai da tempo anche dalle direttive europee».

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