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Lentini | I comitati territoriali siciliani contro i termoutilizzatori, il 2 luglio un’assemblea virtuale

23 Giugno 2021 | by Silvio Breci
Lentini | I comitati territoriali siciliani contro i termoutilizzatori, il 2 luglio un’assemblea virtuale
Attualità
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«La nostra terra merita un’alternativa. Persino in Danimarca sono stati posti in dismissione». Ma la Regione difende la propria scelta. L’assessore regionale Daniela Baglieri: «Non sono “la” soluzione ma un tassello importante per riuscire a chiudere il ciclo dei rifiuti».

L’assemblea del 2 luglio. La rete dei Comitati territoriali siciliani si mobilita contro la realizzazione di due inceneritori nell’isola annunciata nei giorni scorsi dal governo Musumeci. Per venerdì 2 luglio, a partire dalle 18.30, è stata indetta una assemblea virtuale per mettere a punto le prossime iniziative. Il 17 giugno, come è noto, sul sito del Dipartimento regionale acque e rifiuti è stato pubblicato l’avviso esplorativo «per l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e successiva gestione fino a due termoutilizzatori per il recupero energetico da rifiuti non pericolosi da realizzarsi nel territorio della Regione Siciliana». «In questo modo – sottolinea la rete dei Comitati territoriali siciliani – il governo siciliano apre la strada alla costruzione di due inceneritori: uno nella parte orientale e uno nella parte occidentale della nostra isola. Questa iniziativa sostiene la speculazione degli inceneritori e quella connessa a nuove discariche necessarie per stoccare i rifiuti inceneriti, esponendo così gli abitanti a gravi conseguenze. La nostra terra merita un’alternativa. I cosiddetti “rifiuti” possono diventare una preziosa risorsa, ma occorre realizzare subito impianti efficaci per il trattamento, il riciclo e il recupero. Solo una seria ed efficace politica di raccolta differenziata può minimizzare la discarica». All’assemblea virtuale sono invitati cittadini, forze politiche e associazioni «che hanno a cuore le sorti della nostra isola».

«In Danimarca posti in dismissione». «Venti anni di “stato di emergenza” e di “poteri speciali” – scrive in una nota la rete dei Comitati territoriali siciliani – sono serviti alla Regione per stremare i cittadini e favorire in tutti i modi la speculazione di chi vive sui rifiuti. Fino a ieri la Regione ha avvantaggiato le lobby delle discariche dove buttare i rifiuti indifferenziati. Oggi, con l’avviso esplorativo appena pubblicato, intende sostenere la speculazione degli inceneritori e quella connessa alle nuove pericolosissime discariche necessarie per stoccare i rifiuti inceneriti. Persino in Danimarca, paese citato più volte a sproposito dai sostenitori di questi impianti, un provvedimento del governo li ha finalmente posti in dismissione. Invece, la Regione tanto ha fatto da riproporre la strada perdente degli inceneritori, impianti che solo in Italia vengono chiamati “termovalorizzatori”, visto che non valorizzano proprio nulla e creano nuove discariche ancora più pericolose delle precedenti. Bruciare i rifiuti pesa due volte sulle tasche dei cittadini. Le città dotate di inceneritori pagano due volte: la bolletta pesantissima e il mancato introito della vendita dei materiali differenziati. Il vantaggio è solo per le tasche dei gestori, che operando in posizione di monopolio fanno e disfano come meglio conviene a loro».

Ma la Regione difende la propria scelta. «I termoutilizzatori in Sicilia non sono “la” soluzione, ma un tassello importante per riuscire a chiudere il ciclo dei rifiuti nel rispetto dei principi dell’economia circolare, così da evitare di portare in discarica quella parte di rifiuto indifferenziabile e irrecuperabile, che verrebbe tradotta invece energia». Queste le parole dell’assessore all’Energia Daniela Baglieri, nel suo intervento di ieri all’Assemblea regionale siciliana. «In questo trimestre – ha aggiunto l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità- in assessorato si è lavorato per scongiurare l’ennesima emergenza rifiuti in Sicilia. Attualmente abbiamo evitato che 174 comuni siciliani portassero i propri rifiuti già dal 31 marzo fuori dall’isola con costi esorbitanti che avrebbero pagato i cittadini. Ancora oggi stiamo lavorando per gestire il rifiuto all’interno dei confini regionali. Sia chiaro – ha detto ancora Baglieri – che non c’è una soluzione immediata per le criticità e le incrostazioni derivanti dalla mala gestio del passato. Posso dire, di converso, che stiamo lavorando sul breve, medio e lungo termine. Inoltre, non è in discussione che la percentuale di differenziata debba aumentare in tutta l’Isola. Dobbiamo spingere e migliorare sempre di più questo processo di raccolta dei rifiuti per incentivarne il riciclo. Un processo in cui tutti quanti abbiamo un ruolo. Rimango disponibile a ogni tipo di confronto costruttivo per risolvere le problematiche inerenti alle competenze del mio assessorato, per il bene della Sicilia».

© Riproduzione riservata

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