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Lentini | Il Cristo Pantocratore della chiesa del Crocifisso, gioiello che torna a risplendere

12 Marzo 2022 | by Silvio Breci
Lentini | Il Cristo Pantocratore della chiesa del Crocifisso, gioiello che torna a risplendere
Cultura
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Presentato questa mattina in Chiesa Madre l’intervento di restauro conservativo finanziato da Fai e Intesa Sanpaolo nell’ambito della celebre campagna “I Luoghi del Cuore”. Il frutto di un impegno comune. La presentazione e gli ospiti. I due finanziamenti. L’impegno del territorio.

Il frutto di un impegno comune. Il restauro del Cristo Pantocratore tra angeli della chiesa rupestre del Crocifisso è la prova della grande capacità dimostrata dai cittadini di concentrare le forze per valorizzare uno dei gioielli più splendenti del territorio. Autentico “simbolo” della chiesa del Crocifisso, originariamente dedicata a Santa Maria della Grotta, il Pantocratore è un affresco del XIII secolo posto all’interno del catino absidale scavato nella roccia, sopra quello che un tempo era l’altare dell’oratorio. Dopo un lungo e complesso restauro è tornato al suo antico splendore. Realizzato grazie a un contributo di 10mila euro assegnato dal Fai e da Intesa Sanpaolo nell’ambito della celebre campagna “I Luoghi del Cuore”, l’intervento di restauro conservativo è stato illustrato questa mattina in Chiesa Madre.

La presentazione e gli ospiti. Presenti la responsabile nazionale del progetto “I Luoghi del Cuore” Federica Armiraglio con il capo delegazione Fai di Siracusa Sergio Cilea, l’assessore regionale alla famiglia Antonio Scavone, l’arcivescovo di Siracusa Francesco Lomanto, i sindaci di Lentini e Carlentini Rosario Lo Faro e Giuseppe Stefio, il parroco della Chiesa Madre don Maurizio Pizzo, la presidente dell’associazione Neapolis Rosaria Fazio e le restauratrici Raffaella D’Amico e Barbara Di Natale.

I due finanziamenti. Nel 2016, in occasione dell’ottava edizione de “I Luoghi del Cuore”, la chiesa rupestre ricevette 3.831 voti grazie all’attività di raccolta e sensibilizzazione del comitato Leontinoi nel Cuore, che riunisce cittadini e associazioni di volontariato quali Neapolis, Archeoclub, SiciliAntica, Pro Loco e Lions. Un risultato che consentì alla parrocchia di partecipare al bando che il Fai lancia dopo ogni edizione del censimento, presentando un progetto di recupero di un affresco in grave degrado, la Teoria dei Santi. Dopo aver nuovamente raccolto 11.063 voti in occasione del nono censimento “I Luoghi del Cuore” del 2018, la parrocchia presentò un secondo progetto di recupero, stavolta per l’affresco del Cristo Pantocratore tra angeli. Entrambi i progetti, valutati idoneamente, sono stati finanziati dal Fai e da Intesa Sanpaolo. Una eccezione nella storia del censimento.

L’impegno del territorio. Fai e Intesa Sanpaolo hanno scelto di finanziare per due volte la chiesa rupestre del Crocifisso per la capacità dimostrata dai cittadini di concentrare le forze per valorizzare un gioiello del territorio. In questi anni, infatti, la grotta è stata oggetto di ulteriori interventi, tra cui il restauro della Madonna del latte e la messa in sicurezza dei percorsi. Altri interventi di manutenzione sono stati resi possibili grazie a un finanziamento della Regione Siciliana nell’ambito dei cantieri di lavoro per le parrocchie.

La chiesa del Crocifisso. Fa parte di un ampio e complesso apparato di insediamenti rupestri costituito da grotte prevalentemente artificiali utilizzate nei secoli sia come abitazioni sia come luoghi di culto. Gli affreschi contenuti al suo interno, realizzati tra il XII e il XVII secolo, nonostante la rarità e il valore erano stati per lungo tempo trascurati e lo stato di cattiva conservazione in cui versavano – tanto più in un ambiente umido come quello della grotta – ha spinto i cittadini, che vedono nella chiesa un luogo dal grande valore identitario, a mobilitarsi a partire dal 2016 per la salvaguardia del bene.

Il Cristo Pantocratore tra angeli. È realizzato all’interno del catino absidale, al di sotto del quale in origine vi era l’altare, orientato a est come da tradizione bizantina. Opera pittorica del XIII secolo, raffigura un Cristo assiso in trono in atto benedicente. La parola “Pantocratore” deriva dal greco panto=tutto e kràtein=dominare con forza. Pantocratore, dunque, è colui che domina sopra ogni cosa, il sovrano dell’universo.

Il restauro. L’intervento da poco ultimato – curato dalla dottoressa Barbara Di Natale in collaborazione con Federica Di Giorgi sotto la direzione tecnico-scientifica della dottoressa Raffaella D’Amico – ha avuto lo scopo di bloccare il degrado in atto e recuperare la leggibilità dell’opera, in coerenza con gli interventi di conservazione realizzati in precedenza.

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