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Lentini | Impianto di recupero energetico del biogas, Bosco: «Superficialità ingiustificabili»

9 Giugno 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Impianto di recupero energetico del biogas, Bosco: «Superficialità ingiustificabili»
Attualità
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L’autorizzazione unica ambientale rilasciata alla Rinnovamento & Produzione di Roma diventa materia di scontro politico. Per il Patto civico per Lentini «sentimento popolare calpestato». Il M5s chiede la convocazione di un consiglio comunale. La replica del primo cittadino.

L’impianto. Diventa terreno di scontro politico l’annunciata realizzazione all’interno della discarica della Sicula Trasporti di contrada Grotte San Giorgio, oggi in amministrazione giudiziaria a seguito dell’inchiesta “Mazzetta Sicula”, di un impianto per la produzione di energia elettrica attraverso il recupero di biogas della potenza di 625 Kwe. Per la sua costruzione è stata già rilasciata l’autorizzazione unica ambientale alla Rinnovamento & Produzione Srl di Roma.

Lo scontro politico. Le forze politiche del Patto civico per Lentini parlano di «sentimento popolare calpestato per l’ennesima volta» e dicono no alla realizzazione dell’impianto «perché significherebbe allungare la vita della discarica per i prossimi quindici anni». Sul tema anche la consigliera del M5s, Maria Cunsolo, chiede la convocazione urgente di una seduta di consiglio comunale. Secca la replica del primo cittadino: «Scorretto far passare un semplice impianto di riutilizzo del gas di discarica per produrre energia elettrica per un impianto che avrà un impatto sull’ambiente al pari di una nuova discarica o di un termovalorizzatore. La campagna elettorale non può giustificare superficialità o furbizia quando si parla di un tema tanto importante per la comunità come quello dei rifiuti e delle discariche».

La replica del primo cittadino. «Va chiarito – stigmatizza Bosco – che la discarica di contrada Grotte San Giorgio sta per chiudere e che chi amministra la città dal 2016 al 2021 ha dato sempre parere negativo a ogni ampliamento richiesto. L’amministrazione comunale che rappresento e la coalizione che guiderò alle prossime amministrative è contraria a ogni impianto, discariche e termovalorizzatori, che attiri sul territorio altri rifiuti. Detto questo, ecco una serie di semplicissime considerazioni che smontano polemiche che servono soltanto ad aggredire chi amministra, saltando a piè pari verità documentali facilmente consultabili».

Come funziona l’impianto. «I rifiuti che si trovano già in discarica – spiega Bosco – emettono in atmosfera gas inquinanti da fermentazione. E questo già avviene. La discarica, ancora in funzione, riceverà i rifiuti di 200 città fino al suo esaurimento. Una discarica per funzionare consuma parecchie centinaia di chilowattora di energia elettrica e a oggi l’energia elettrica della discarica deriva da fonti fossili. Il recupero del gas di fermentazione dei rifiuti è una pratica che permette di abbattere le emissioni in atmosfera di metano e CO2. Il gas fino a oggi prodotto deve essere bruciato per ridurre il cosiddetto effetto serra. Una società ha chiesto di installare un generatore di corrente elettrica della potenza di 625 Kwe, pari cioè al fabbisogno di 150 appartamenti, sfruttando il gas di fermentazione dei rifiuti che già ci sono e contribuendo tra l’altro a ridurre le emissioni in atmosfera, spesso puzzolenti, di gas naturali. La piccola dimensione dell’impianto prevede una procedura autorizzativa semplificata. Il Comune è chiamato a una presa d’atto e al parere sull’impatto acustico, molto basso perché impianto insonorizzato. La dimensione dell’impianto è quella di un container di 24 metri quadrati».

© Riproduzione riservata

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