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Lentini | La bagarre della “zona rossa” tra polemiche e scontri istituzionali

29 Aprile 2021 | by Silvio Breci
Lentini | La bagarre della “zona rossa” tra polemiche e scontri istituzionali
Attualità
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La “blindatura” per altri sette giorni, fino al 5 maggio, confermata dall’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci. Le comunicazioni sul tasso di incidenza tra errori, correzioni e distrazioni.

Rossi fino al 5 maggio. Dunque “rossa” era e “rossa” rimane. A confermarlo è del resto la stessa ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione Nello Musumeci, la numero 49 del 28 aprile 2021, che all’articolo 2 recita testualmente: «Fino al 5 maggio 2021 compreso, quale proroga delle misure maggiormente restrittive per il contenimento del contagio, per i comuni di Aci Catena, Adrano, Baucina, Belmonte Mezzagno, Borgetto, Catenanuova, Cerami, Cinisi, Giardinello, Lampedusa e Linosa, Lascari, Lentini, Marianopoli, Mezzojuso, Misilmeri, Monreale, Mussomeli, Partinico, Termini Imerese, Villabate e Villafrati, e dal 29 aprile 2021 fino al 5 maggio 2021 compreso per i comuni di Caccamo, Campofiorito e Cefalù, quale reiterazione della precedente ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione Siciliana n. 38 del 9 aprile 2021, si applicano le disposizioni per la cosiddetta zona rossa previste dal decreto legge del 22 aprile 2021 n. 52 nonché dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2021 e sue modificazioni e/o integrazioni».

Gli strascichi dello scontro istituzionale. Dopo dodici giorni di “blindatura” – era, come si ricorderà, il 17 aprile e Lentini e Carlentini finivano nel lungo elenco delle zone siciliane con le restrizioni più rigide a causa dell’aumento dei contagi su base settimanale e dunque dello sforamento del tasso di incidenza di 250 nuovi positivi per 100mila abitanti – Lentini dovrà stringere i denti per altri sette giorni. Ma restano gli strascichi delle polemiche e dello scontro istituzionale tra l’amministrazione comunale e l’Asp per il susseguirsi, nell’arco di appena 24 ore, di tre diverse comunicazioni sul tasso di incidenza – quello che appunto determina l’ingresso o meno in “zona rossa” di un territorio – contrastanti l’una con l’altra.

Il susseguirsi delle comunicazioni: rosso sì, no, sì. Nella prima, datata 27 aprile, il direttore del Gruppo Covid dell’Asp Ugo Mazzilli scrive al sindaco Saverio Bosco invitandolo a «chiedere al presidente della Regione la proroga della “zona rossa”» alla luce del fatto che «sono stati individuati numerosi altri focolai/cluster sempre riconducibili a ceppi-variante». E spiega che «l’andamento della curva epidemiologica, nonostante l’applicazione di maggiori misure restrittive, non tende ancora ad abbassarsi sotto la soglia di 250/100.000 abitanti». Nella seconda comunicazione, inviata il giorno dopo, il 28 aprile, il direttore del Gruppo Covid rettifica se stesso e informa il sindaco di avere «trasmesso un tasso di incidenza errato, ovvero di molto superiore a quello reale» e parla di «mero errore del flusso comunicato dal data manager aziendale». Un «inconveniente» del quale si scusa e per il quale invita il primo cittadino a «chiedere al presidente della Regione la revoca dell’ordinanza di proroga».

L’attacco di Bosco. Bosco esulta e annuncia con un post sul proprio profilo social l’uscita della città dalla “zona rossa”. Ma non rinuncia a una puntualizzazione che ha il sapore della dichiarazione di guerra: «Al netto delle valutazioni e delle verifiche che faremo nelle opportune sedi – scrive – ho già avvertito il Prefetto. Riteniamo che la superficialità con cui viene affrontato il tema sia assolutamente da condannare, non è più possibile esporre interi comparti economici delle nostre città per mera “ignoranza” aritmetica dei singoli funzionari».

Passa poco e l’Asp corregge nuovamente se stessa. Nella terza comunicazione, infatti, il direttore del Gruppo Covid Mazzilli spiega al sindaco di avere sbagliato «scambiando il tasso di incidenza di Lentini con quello di Carlentini». Ma la frittata è fatta. «Quando mi sono accorto dell’errore – ammette – purtroppo la mia nota (la seconda, quella con la quale si invitava il primo cittadino a chiedere al presidente della Regione la revoca dell’ordinanza di proroga, ndc) era stata già inviata sia al suo indirizzo pec che a quello della Presidenza della Regione e l’ho prontamente chiamata per spiegarle cosa realmente fosse accaduto». Mazzilli si scusa – «è ovvio che in tempi come quelli che stiamo attraversando si possono commettere errori, per cui le rinnovo le mie scuse per l’equivoco» – ma Bosco non placa la sua rabbia. La terza comunicazione conferma, per la settimana dal 21 al 27 aprile, un tasso di incidenza di 303/100.000 abitanti, dunque ben oltre il limite di 250 previsto dalla legge per l’istituzione automatica della “zona rossa”. E la bagarre è bell’e servita.

© Riproduzione riservata

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