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Lentini| La cappa della criminalità sulle imprese, indagine dell’antiracket

13 Febbraio 2017 | by Silvio Breci
Lentini| La cappa della criminalità sulle imprese, indagine dell’antiracket
Attualità
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Dopo sei anni da un precedente sondaggio, l’Apilc di Lentini e Carlentini torna a “interrogare”, attraverso un questionario anonimo, commercianti e imprenditori. L’iniziativa è stata presentata questa mattina in conferenza stampa dal presidente dell’antiracket Giuffrida e dal sindaco Bosco. I risultati saranno pronti a marzo.

bloggif_58a08b37be245DEFL’indagine sulla percezione dei fenomeni malavitosi. A distanza di sei anni da un precedente sondaggio, l’associazione antiracket di Lentini e Carlentini torna a “interrogare” commercianti e imprenditori del territorio sulla percezione dei fenomeni malavitosi. Come già nel 2011, l’indagine sarà effettuata attraverso un questionario che dovrà essere compilato in forma anonima e i cui dati saranno poi elaborati dall’associazione antiracket nata nel lontano 1993 e attualmente guidata da Salvatore Giuffrida.

Questionari distribuiti a commercianti e imprenditori. Già partita con la distribuzione dei questionari, l’indagine è stata illustrata questa mattina nel salone di rappresentanza del palazzo municipale nel corso di una conferenza stampa tenuta dal presidente dell’Apilc Salvatore Giuffrida e dal sindaco Saverio Bosco.

I risultati del 2011. Nel 2011 furono distribuiti qualcosa come 800 questionari, ma solo in 57 risposero all’invito dell’Apilc restituendo il questionario debitamente compilato. Dall’indagine emerse che le estorsioni, i furti, le rapine e la percezione di una diffusa corruzione erano i maggiori problemi per un imprenditore in Sicilia. Ma come combattere questi crimini? Quali misure adottare? La maggioranza degli intervistati metteva allora al primo posto la necessità di un maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, seguita dagli interventi delle associazioni di categoria e da una maggiore solidarietà con i vicini. Il 79% degli intervistati rispose che l’imprenditore taglieggiato o vittima dell’usura dovrebbe chiedere aiuto in primo luogo alle forze dell’ordine, quindi alle associazioni antiracket e antiusura e alla magistratura. Solo il 2% invece a persone influenti e nessuno alla Chiesa. Dalla ricerca emersero anche le ragioni che impediscono a un imprenditore di chiedere aiuto: paura delle ritorsioni per il 75%, inefficacia degli interventi delle istituzioni per il 47%, sfiducia nelle istituzioni per il 46%, timori di danni all’azienda per il 40%, sfiducia nella politica per il 37%. Le risposte al questionario confermarono infine come le estorsioni vengano ancora imposte con richieste di denaro (88%) e solo in minima parte con l’imposizione di forniture o di personale o con la partecipazione nell’azienda.

Giuffrida: «Dati indispensabili per capire». Il nuovo sondaggio consentirà all’Apilc di comparare i risultati con quelli del sondaggio precedente. «Dati indispensabili – ha spiegato Giuffrida – per comprendere l’evoluzione, rispetto a sei anni fa, dei fenomeni criminosi nel territorio e sui quali fondare le nostre iniziative per i prossimi anni». I risultati dell’indagine saranno presentati a marzo nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione antiracket.

© Riproduzione riservata

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