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Lentini| La città ripiomba nel terrore dopo l’agguato mortale costato la vita a un lentinese di 35 anni

1 Dicembre 2016 | by Silvio Breci
Lentini| La città ripiomba nel terrore dopo l’agguato mortale costato la vita a un lentinese di 35 anni
Cronaca
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La vittima, Aldo Panarello, ucciso intorno alle 8.30 con quattro colpi di pistola, forse da un killer solitario. Sul posto polizia e carabinieri. Le indagini affidate al sostituto procuratore Margherita Brianese.

la vittima dell'omicidioSangue e terrore a Lentini. Quattro colpi di pistola e sulle strade di Lentini torna nuovamente a scorrere il sangue. Dopo anni di “silenzio” un nuovo agguato in pieno stile mafioso, in pieno centro abitato. E riesplode il terrore.

La vittima. La vittima è Aldo Panarello, un lentinese di 35 anni con precedenti per reati legati alla coltivazione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ed è in questo ambiente – anche se non si esclude l’potesi di una vendetta personale – che si starebbero muovendo gli investigatori per fare luce sul movente dell’efferato e plateale delitto compiuto questa mattina, intorno alle 8.30, in via Toledo, a pochi passi da piazza Aldo Moro, una delle zone nevralgiche della città per la presenza di uffici sanitari, attività commerciali e scuole.

L’omicidio. Killer solitario? Aldo Panarello è stato ucciso con quattro colpi di pistola calibro 7.65 esplosi da distanza ravvicinata e in rapidissima sequenza. Per non lasciargli alcuna possibilità di salvezza. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat Punto nera. Accanto c’era la moglie. Secondo quanto sarebbe stato ricostruito dalla polizia che sta indagando sul delitto, i due avevano appena accompagnato la bambina a scuola. Lasciata piazza Aldo Moro, avevano imboccato via Toledo. È lì che il Panarello ha trovato la morte. A eliminarlo, secondo gli elementi fin qui raccolti dagli investigatori, sarebbe stato un killer solitario, forse a piedi e forse addirittura anche a volto scoperto. Spregiudicatamente a volto scoperto. Pistola in pugno, ha fatto fuoco contro la vittima predestinata, raggiungendolo al torace e al volto. Il primo, il secondo, il terzo. Poi il colpo finale, prima di allontanarsi e far perdere in pochissimi secondi le proprie tracce. Panarello muore quasi sul colpo. Ha avuto un istante, solo un istante, forse, per capire cosa stava accadendo e per tentare probabilmente una disperata salvezza sterzando a destra in direzione di un cortile senza via d’uscita. Sotto il fuoco di fila delle pistolettate, la donna è riuscita a uscire fuori dall’abitacolo dell’auto e a mettersi in salvo. Lui si è invece accasciato sul sedile accanto a quello di guida, forse dopo un ultimo quanto disperato tentativo di sfuggire all’agguato.

Le indagini. È così, con il busto riverso quasi fuori dall’abitacolo dell’auto, che lo hanno trovato polizia e carabinieri quando dopo pochissimi istanti sono giunti sul posto. L’arrivo tempestivo dell’ambulanza del 118 è stato ovviamente inutile. I sanitari, infatti, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Alcuni testimoni oculari avrebbero, a quanto pare, assistito all’agguato e il loro racconto potrebbe rivelarsi determinante per ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio e per provare a dare un volto e un nome al killer. Così come determinanti potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza di alcune attività commerciali della zona, particolarmente frequentata soprattutto la mattina per la presenza, come detto, di uffici sanitari, scuole e attività commerciali. Sul posto per coordinare le indagini della polizia e il lavoro degli uomini della scientifica è giunta questa mattina il sostituto procuratore di Siracusa, Margherita Brianese, che ha incaricato il medico legale Orazio Cascio di effettuare l’esame autoptico sul cadavere dell’uomo, esame che potrà fornire dettagli importanti sulle modalità del barbaro assassinio. Dopo i minuziosi rilievi della scientifica, la salma della vittima è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Lentini.

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