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Lentini| La “Cittadella della salute” non piace alla Cgil

21 Aprile 2016 | by Silvio Breci
Lentini| La “Cittadella della salute” non piace alla Cgil
Sanità
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Affondo contro il provvedimento dell’Asp: «Integrazione ospedale-territorio o spezzatino?». Dal 26 aprile gli ambulatori di piazza Aldo Moro tutti nel nuovo ospedale. Che fine hanno fatto gli 800 mila euro destinati all’adeguamento del Pta? Per la Cgil serve un progetto chiaro: non si può concentrare tutto nel nuovo ospedale. E ai Comuni: affrontate il problema del trasporto pubblico locale.

La “Cittadella della salute” di Lentini, che nascerà ufficialmente il prossimo 26 aprile con il trasferimento nel nuovo ospedale di tutti gli ambulatori specialistici di piazza Aldo Moro, non piace affatto alla Cgil che sul provvedimento della direzione generale dell’Asp ironizza: «Integrazione ospedale-territorio o spezzatino?». «Subito dopo l’apertura del nuovo ospedale nel 2011 – si legge in una nota diffusa questa mattina – ci si è posti il problema delle condizioni in cui versava la struttura del distretto sanitario di piazza Aldo Moro. Con la ormai famosa petizione popolare sottoscritta da migliaia di cittadini e inviata a tutte le istituzioni sanitarie competenti chiedevamo di rafforzare e potenziare i servizi di medicina territoriale realizzando se possibile economie di scala. In questi cinque anni però – prosegue la Cgil – la battaglia per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile del Pta di piazza Aldo Moro e per l’adeguamento delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche si è arenata perché l’Asp di Siracusa non disponeva delle risorse necessarie e nessuno ci ha mai saputo spiegare che fine hanno fatto gli 800 mila euro previsti per tali interventi. Oggi la stessa Asp, per evitare la chiusura dei servizi sanitari ormai fuori norma, decide di trasferirli presso il nuovo ospedale spacciando tutto questo per Cittadella della salute». Secondo la Cgil, infatti, «l’integrazione ospedale-territorio, di cui più volte si è parlato, è una cosa molto seria per essere affrontata sull’onda dell’emergenza», poiché essa «rischia di scaricarsi sul nuovo ospedale, già carente di manutenzione, parcheggi e viabilità interna, vigilanza e sicurezza, sistemazione delle aree a verde». Per la Cgil è necessario avere «un progetto chiaro che abbia al centro l’ampliamento e l’efficienza di tutti i servizi sanitari, azzerando le liste d’attesa». «Come organizzazione sindacale – prosegue la nota – non ci stancheremo di chiedere l’adeguamento della pianta organica, delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche, per elevare la qualità e l’economicità dei servizi e contrastare la privatizzazione strisciante della sanità». Ai Comuni del territorio, invece, la Cgil si rivolge chiedendo di sapere come si intende affrontare il tema del trasporto pubblico locale «per garantire a tutti i cittadini, specie agli anziani, il diritto a una mobilità urbana in condizioni accettabili». «Nel manifestare preoccupazione per un modo di procedere che ricadrà sulla vita dei cittadini – conclude la nota – diciamo basta alla litania della mancanza di risorse per poi scoprire, dalle cronache giudiziarie di tutti i giorni, l’incalcolabile flusso di risorse dissipate negli appalti di opere e forniture nella sanità o per la cattiva gestione dell’organizzazione delle strutture sanitarie».

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