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Lentini | La maggioranza ricuce gli strappi ma non tutti: è Silvana Bosco la presidente del consiglio comunale

3 Dicembre 2021 | by Silvio Breci
Lentini | La maggioranza ricuce gli strappi ma non tutti: è Silvana Bosco la presidente del consiglio comunale
Politica
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La vice presidenza assegnata alla minoranza: eletto Luigi Campisi della lista L’altra Lentini. Il sindaco Lo Faro, che ha prestato giuramento e ha comunicato l’avvenuta attribuzione delle deleghe agli assessori: «La maggioranza c’è». L’ex sindaco Bosco cita Esopo, “Hic Rhodus, hic salta”, e rivolto all’amministrazione: «Adesso potete dimostrare di “sapere saltare”».

Dopo la clamorosa figuraccia di lunedì sera e le 72 ore di conclave convocato per riuscire a trovare quell’intesa tanto strombazzata in campagna elettorale, il consiglio comunale è riuscito finalmente a dare un volto e un nome alla presidenza. A salire sullo scranno più alto della massima assemblea cittadina è stata la consigliera Silvana Bosco, eletta sotto l’insegna della lista civica di Francesca Reale insieme ad Adelfio Tocco e Gianmarco Di Grande.

L’ex candidata sindaca sconfitta al primo turno e poi alleatasi con il ballottante Lo Faro per ricevere in cambio del determinante sostegno elettorale un posto nell’esecutivo, svanito però lunedì pomeriggio, come neve al sole, al termine di una giornata convulsa che ha palesato, in aula e fuori dall’aula, tutte le divisioni che agitano la maggioranza, è stata la principale patrocinatrice della candidatura della Bosco alla presidenza del consiglio comunale.

Una “sponsorizzazione” costata cara alla Reale, la quale avrebbe dovuto suo malgrado rinunciare alla propria poltrona da assessora – «nessun defenestramento, ma dimissioni volontarie per sopraggiunti impegni personali e professionali», precisava già lunedì sera in aula il sindaco Rosario Lo Faro, risultando però ai più poco convincente – pur di provare a ristabilire quel fragilissimo equilibro interno alla maggioranza scosso nei giorni precedenti dalla sua clamorosa e inattesa mancata elezione a consigliera comunale per una trentina di voti, che le erano stati precedentemente erroneamente attribuiti.

Alla fine la Bosco ce l’ha fatta a salire sul banco della presidenza dell’aula, ma solo al terzo tentativo. Due erano stati compiuti lunedì sera: nel primo la consigliera indicata dalla Reale si era fermata a soli sette voti sui dieci potenziali della maggioranza, nel secondo a otto. Quanto basta per suggerire alla coalizione di Lo Faro di chiedere uno strategico rinvio della seduta per uscire dall’impasse. Segnale chiaro, i due tentativi andati a vuoto lunedì sera, di una profonda frattura che le lunghe e complesse trattative dei giorni precedenti e le due sospensioni dei lavori d’aula non erano riuscite a ricomporre.

Alla fine la Bosco ce l’ha fatta, sì, ma la maggioranza ha dovuto suo malgrado ammettere di avere offerto alla città una pessima “prima” da dover far dimenticare al più presto. Alla fine la Bosco ce l’ha fatta, sì, ma non tutto è ancora risolto. Lo dicono i numeri. A portarla sul banco della presidenza sono stati ieri sera solo nove dei dieci consiglieri della maggioranza. In sette – i sei della minoranza più un consigliere di maggioranza, la cui identità è ovviamente scontata – hanno espresso invece la loro preferenza per Efrem Sanzaro della lista Lentini Operosa, che raccoglie com’è noto pezzi di Pd e Articolo 1. Ovvero, anch’egli un consigliere di maggioranza. Nella seduta di lunedì, alla seconda votazione, Sanzaro aveva ottenuto otto voti. Quanti quelli della Bosco e sufficienti per rendere nulla la partita, prima di un terzo tentativo che non c’è stato se non ieri sera e dopo 72 ore di animato conclave.

La presidente del consiglio comunale dell’era Lo Faro dunque è donna e questo è comunque già un bel segnale. È una delle sei donne che siedono sugli scranni di via Galliano. La sua elezione viene salutata da un applauso bipartisan. Si dice «commossa e onorata» e dopo avere precisato di non essere una oratrice assicura di voler essere «la presidente di tutti». Ma l’emozione non riesce a nasconderla, tanto da costringere il segretario comunale ad assolvere anche al compito di garbato suggeritore, persino a microfoni aperti. Un intervento di pochissime parole, poi il battesimo del fuoco. Tocca a lei adesso guidare la seduta.

È il momento della elezione del vice presidente. La maggioranza offre la carica alla minoranza. Tocca al consigliere di Lentini Operosa, Ciro Greco, lanciare il segnale di pace. Ma dai banchi della minoranza l’offerta viene garbatamente ricusata. Il consigliere Alessandro Vinci della lista Ora ne approfitta anzi per lanciare le prime stilettate. Parla di «maggioranza implosa» e, riferendosi alla improvvisa “sostituzione” della Reale, di «mini rimpasto a distanza di appena un mese dalle elezioni». Anche l’ex sindaco Saverio Bosco restituisce al mittente l’omaggio della vice presidenza, costringendo di fatto la maggioranza, spiazzata dal rifiuto, a chiedere la sospensione della seduta per decidere cosa fare.

Al ritorno in aula dopo la sospensione i giochi sono fatti. La maggioranza fa confluire i propri voti su un rappresentante della minoranza, il consigliere Luigi Campisi della lista L’altra Lentini, sostenitrice in campagna elettorale della candidatura a sindaco di Stefano Battiato. Ma i voti, anche in questo caso, sono sempre nove e non dieci. Come sette – tanti quanti sono stati i voti attribuiti a Sanzaro nella votazione per la presidenza – sono anche le schede bianche. Campisi è sorpreso (sorpreso?), ringrazia per la fiducia riposta nei suoi confronti, accetta la carica e offre piena collaborazione, ma assicura opposizione tanto leale quanto ferma. In chiusura di seduta, dopo l’elezione del vice presidente, spazio ad alcuni interventi.

Dai banchi della maggioranza è Greco a fare da apripista. Fa appello al senso di responsabilità di tutti i consiglieri comunali. «Mi auguro – dice – che tutti noi possiamo avere chiaro l’impegno per cui siamo stati eletti, ovvero fare l’interesse della collettività, al di sopra delle nostre posizioni, delle nostre ideologie. Dobbiamo trasformare questo luogo in un luogo di apertura verso la città, un luogo di confronto e non di scontro, di proposte e idee da sottoporre all’attenzione dell’esecutivo».

Prima del giuramento l’atteso intervento del neo sindaco. E subito via il primo sassolino dalla scarpa: «La maggioranza c’è – puntualizza – e la situazione verificatasi in occasione della prima seduta è stata superata». Poi ammette: «Se c’è ancora qualche piccolo malessere da colmare, sono convinto che così come è nato presto facilmente rientrerà». Lapidario sulla “sostituzione” della Reale: «L’ho già chiarito, si è dimessa. Non si facciano esercizi di dietrologia. Nessun rimpasto di giunta, dunque. Se un assessore si dimette va ovviamente sostituito. Riguardo poi la nomina del quinto assessore, è stata semplicemente una integrazione dell’esecutivo, non un rimpasto». Infine, a un mese dall’insediamento, la comunicazione dell’avvenuta attribuzione, nel pomeriggio, delle deleghe agli assessori e dell’incarico di vice sindaco a Maria Cunsolo del Movimento 5 stelle.

Dopo la lettura delle deleghe (in calce l’elenco) a prendersi la scena è l’ex sindaco Saverio Bosco. Fa gli auguri alla neo presidente del consiglio comunale e aggiunge: «Con la distribuzione delle deleghe agli assessori adesso finalmente conosciamo chi si dovrà occupare di rifiuti, bilancio, lavori pubblici, cultura, temi sui quali, ne sono certo, nascerà un sano confronto in aula per affrontare problemi ed emergenze che in questi anni hanno rappresentato una grande sfida per la città». Poi una citazione di Esopo: “Hic Rhodus, hic salta”.

«Il sindaco e la sua amministrazione – dice Bosco richiamando l’attenzione sul peso elettorale della minoranza, nei banchi della quale siedono i quattro consiglieri comunali più votati della città, Vasta, Vinci, Pericone e Marchese – hanno adesso la possibilità di realizzare tutto ciò che hanno annunciato in campagna elettorale e risolvere tutte le criticità utilizzate per “abbattere” elettoralmente il nemico. Adesso possono dimostrare di “sapere saltare”. A differenza di chi ci ha preceduto all’opposizione, non tenteremo di far inciampare l’amministrazione per impedirle di governare, abbiamo a cuore la città e non faremo opposizione sterile. Ma essere concilianti non significa essere fessi». E rivolto al neo sindaco: «Vi lasceremo saltare».

Tra gli interventi anche quello di Maria Grazia Culici che segnala la tirata d’orecchie della Corte dei Conti per la mancata redazione e pubblicazione della relazione di fine mandato, la cui predisposizione spetta al responsabile del servizio finanziario, o al segretario generale, e al sindaco non oltre il sessantesimo giorno antecedente la data di scadenza del mandato.

Ecco di seguito le deleghe assegnate agli assessori. Ciro La Ferla: solidarietà sociale, pari opportunità, turismo, spettacolo, sport, edilizia sportiva, randagismo, agricoltura, attività produttive, commercio, artigianato. Enzo Pupillo: bilancio, tributi, personale, informatizzazione, servizi demografici, annona. Maria Cunsolo: ecologia, territorio e ambiente, edilizia scolastica, lavori pubblici, pubblica istruzione. Cristina Stuto: urbanistica, edilizia pubblica e privata, ricostruzione post terremoto, associazionismo, cultura, beni culturali, politiche comunitarie. Carlo Cardillo: patrimonio, politiche giovanili, servizi cimiteriali, contenzioso, illuminazione pubblica, manutenzione strade, verde pubblico, viabilità. Il sindaco ha tenuto per sé sanità, protezione civile, polizia municipale, rapporti con Sigonella.

© Riproduzione riservata

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