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Lentini | L’agguato in piazza: uno scontro a fuoco tra Grasso e Scandurra, l’obiettivo non era Proto

2 Dicembre 2017 | by Silvio Breci
Lentini | L’agguato in piazza: uno scontro a fuoco tra Grasso e Scandurra, l’obiettivo non era Proto
Cronaca
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Ricostruita dai carabinieri la dinamica della sparatoria dello scorso 17 novembre. Il movente una “guerra” tra i due per il controllo dello spaccio di droga. Grasso e Scandurra sono stati arrestati pochi giorni fa per detenzione illegale di armi e munizioni clandestine.

Proto estraneo alla sparatoria. Fu il 23enne Samuele Grasso lo scorso venerdì 17 novembre a sparare all’impazzata in piazza Duomo in un pomeriggio di pieno autunno. Ma il suo obiettivo non era il 68enne Luigi Proto, ferito all’addome da un proiettile poiché trovatosi al posto sbagliato al momento sbagliato, ma il 54enne Giuseppe Scandurra, che a sua volta rispose immediatamente al fuoco inseguendo il suo aggressore lungo via XX Settembre, la stradina stretta e buia dalla quale, pistola in pugno, era improvvisamente sbucato il Grasso per esplodere diversi colpi.

Già in carcere per detenzione illegale di armi e munizioni clandestine. Entrambi, il Grasso e lo Scandurra, sono già in carcere, il primo in quello di Piazza Lanza a Catania, il secondo in quello di Siracusa, dopo essere stati arrestati pochi giorni fa per detenzione illegale di armi e munizioni clandestine. Nell’abitazione dello Scandurra, infatti, i militari hanno rinvenuto una pistola semiautomatica calibro 7.65 perfettamente funzionante, di provenienza clandestina e con matricola abrasa, nonché 3 proiettili dello stesso calibro. Anche in quella del Grasso, catturato dopo un rocambolesco tentativo di fuga sui tetti, i carabinieri hanno rinvenuto un sacco contenente una pistola semiautomatica calibro 7.65, anch’essa perfettamente funzionante, di provenienza clandestina e con matricola abrasa, nonché 3 caricatori e 19 proiettili dello stesso calibro oltre a 7 grammi di cocaina già suddivisa in 33 dosi pronte per lo spaccio.

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Una “guerra” per il controllo dello spaccio. Proprio il controllo dello spaccio sarebbe la causa della vera e propria “guerra” tra il Grasso e lo Scandurra. Una autentica scena da far west, quella verificatasi lo scorso 17 novembre, che i carabinieri hanno potuto ricostruire in pochissimo tempo grazie alle immagini registrate da alcune telecamere di videosorveglianza installate nel centro storico e nei pressi del luogo della sparatoria. Le risultanze delle indagini del nucleo investigativo del comando provinciale di Siracusa che hanno permesso di ricostruire le fasi della sparatoria e di individuarne i responsabili sono state illustrate questa mattina nel corso di una conferenza stampa.

Le fasi dell’agguato. Le indagini hanno consentito appunto di dimostrare che il Grasso non volesse colpire il Proto, bensì lo Scandurra che si trovava nei pressi del bar Jessica come l’incolpevole Proto. A confermare l’ipotesi dei militari sono state, come si diceva, le immagini di una telecamera di videosorveglianza posta in via XX Settembre, che hanno ripreso lo Scandurra porsi all’inseguimento del Grasso ed esplodere a sua volta alcuni colpi con una pistola calibro 7.65 senza però riuscire a colpire il suo attentatore. Il movente della sparatoria, secondo i carabinieri, sarebbe da ricondurre a una faida nata tra i due nelle ultime settimane per il controllo dello spaccio di stupefacenti.

I precedenti tra i due. Le indagini hanno permesso infatti di appurare come negli ultimi due mesi i due fossero arrivati alle mani in più occasioni e si fossero scontrati anche attraverso atti intimidatori, tra i quali l’incendio dello scooter del Grasso in piena piazza Umberto I e alcuni agguati che avevano lasciato il loro segno con fori di proiettile fatti trovare in prossimità delle rispettive abitazioni. Questa mattina, a seguito dell’udienza di convalida dell’arresto di Grasso e Scandurra, il Gip del tribunale di Siracusa ha applicato nei confronti dei due la misura della custodia cautelare in carcere così come richiesto dal pubblico ministero Davide Lucignani.

© Riproduzione riservata

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