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Lentini | Le lotte per il futuro dei territori, al via la staffetta dalla Rete dei Comitati

1 Settembre 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Le lotte per il futuro dei territori, al via la staffetta dalla Rete dei Comitati
Attualità
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Nei prossimi giorni tappa in città de “La Sicilia dei territori”, iniziativa che punta a un cambiamento di rotta e «a proporre alternative concrete all’attuale modello predatorio di gestione dei territori». Nella Rete il Coordinamento per il territorio No discarica Armicci-Bonvicino.

“La Sicilia dei territori”. Nei prossimi giorni farà tappa in città “La Sicilia dei territori: una staffetta per unire le lotte”, iniziativa regionale promossa dalla Rete dei Comitati territoriali siciliani. «Dalla grande assemblea dello scorso 2 luglio che ha unito comitati e associazioni siciliane – spiega Metis Bombaci del Coordinamento per il territorio No discarica Armicci-Bonvicino – i comitati della Rete hanno lavorato a una vasta campagna di informazione, hanno prodotto documenti tecnici e proposte operative inviate a tutte le istituzioni su diverse problematiche: dall’attacco degli affaristi degli inceneritori e delle discariche alla speculazione dei megaimpianti di fotovoltaico a terra alla questione degli incendi che stanno devastando l’isola». Dopo la prima tappa a Licata, la staffetta toccherà anche Lentini, Trapani, Enna e Messina. Il 4 settembre appuntamento a Terme Vigliatore. «L’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla Rete dei Comitati territoriali siciliani – aggiunge Bombaci – è avviare un cambiamento di rotta, proporre alternative concrete all’attuale modello predatorio di gestione dei territori, unire le diverse competenze e le lotte di abitanti, comitati e associazioni per costituire un fronte di protesta e di proposta che sia unito e multiforme».

Da cosa nasce la staffetta delle lotte? «Il 2 luglio scorso – spiegano gli esponenti dalla Rete dei Comitati territoriali siciliani – si è svolta l’assemblea “Dagli inceneritori al fotovoltaico senza regole. Quale modello di sviluppo per la Sicilia?” a cui hanno partecipato numerosi comitati e associazioni. Dall’assemblea sono emerse la necessità e l’urgenza di unire le diverse competenze e le lotte di abitanti, comitati e associazioni per costituire un fronte di protesta e di proposta che sia unito e multiforme. L’obiettivo è avviare un cambiamento di rotta, proporre alternative concrete all’attuale modello predatorio di gestione dei territori».

Perché una campagna di informazione e protesta? «La pandemia da Covid-19 – sottolinea ancora la Rete dei Comitati territoriali siciliani – ha investito l’esistenza di tutte e tutti evidenziando ed esasperando le contraddizioni della nostra società, i suoi limiti e la sua ferocia. I governi, le istituzioni nazionali e regionali non sono stati in grado di garantire il benessere delle persone e hanno fallito nella gestione dell’emergenza sanitaria, sociale ed economica. A ben guardare, è stato proprio lo stesso modello di organizzazione della società a mostrarsi responsabile dell’origine e diffusione del virus. Numerosi sono gli studi che ipotizzano una correlazione tra crisi ecologica, urbanizzazione, economia globalizzata e contagio e proliferazione del Covid-19. In questo scenario è emersa tutta la debolezza del sistema sanitario nazionale, collassato sotto il peso dell’emergenza sanitaria. Abbiamo pagato sulla nostra pelle gli effetti dello smantellamento della sanità pubblica e di prossimità, la concentrazione in grandi poli, le privatizzazioni e i tagli alla spesa pubblica. Oggi, a più di un anno dall’inizio della pandemia, si parla dell’apertura di “una nuova fase”: la fase della ripresa e della gestione dell’enorme massa di finanziamenti del Recovery Plan. Finanziamenti che serviranno a trasformare i nostri territori e a costruire lo scenario post-pandemico. Vedremo, nei prossimi mesi, cosa ne sarà della sanità. Vedremo cosa intendono realmente i governi per “transizione ecologica”».

Terre sottratte alla produzione di cibo. «In Sicilia – sottolinea ancora la Rete dei Comitati territoriali siciliani – ne stiamo avendo già qualche assaggio. Sempre più agricoltori vendono le proprie terre ai privati della cosiddetta “energia green” che puntano alla realizzazione di enormi parchi eolici e di fotovoltaico a terra di fatto sottraendo suolo alla produzione di cibo o, ad esempio, alla realizzazione di interventi volti a contrastare la dilagante desertificazione che investe l’isola. Al contempo sono state sbloccate nuove autorizzazioni per trivellazioni in mare e tante sono le richieste per le trivellazioni a terra. E intanto vediamo come il governo regionale non sia stato in grado di gestire l’emergenza incendi che nella prima metà di agosto hanno devastato grandissime porzioni dell’isola, distrutto abitazioni, campi e aree boschive. Pensiamo poi alla gestione dei rifiuti, “emergenza” ormai diventata sistemica che impoverisce e ammala le comunità a causa di scelte scellerate e criminali delle istituzioni regionali. Venti anni di “stato di emergenza” e di “poteri speciali” sono serviti alla Regione Siciliana di fatto a favorire la speculazione di chi guadagna sui rifiuti. Se fino a ieri la Regione favoriva le lobby delle discariche per i rifiuti indifferenziati, oggi, con l’Avviso esplorativo del 17 giugno, la Regione intende sostenere anche la speculazione degli inceneritori e quella connessa alle nuove pericolosissime discariche necessarie per stoccare i rifiuti inceneriti (rifiuti speciali pericolosi). In questo scenario di devastazione, speculazioni e nuove povertà che avanzano, ancora si parla della “necessità del ponte sullo stretto”, l’ennesima truffa ai danni delle siciliane e dei siciliani che chiedono invece messa in sicurezza dei territori e infrastrutture utili. Il benessere della terra, la tutela del paesaggio, la salute e le tasche dei cittadini e delle cittadine sono questioni che non interessano al governo regionale».

La Sicilia che non si arrende. «Ma se la situazione appare desolante, c’è anche – conclude la Rete dei Comitati territoriali siciliani – una Sicilia che resiste e non si arrende. Una grande parte di siciliane e siciliani che si attivano con coraggio per cambiare rotta, per trasformare i propri territori battendosi per la giustizia sociale e ambientale. A questi abitanti attivi si rivolge la staffetta di iniziative che vedrà una piccola delegazione della Rete dei Comitati in giro per la Sicilia con l’obiettivo di connettere le lotte e costruire insieme la manifestazione di Palermo. Da Trapani a Enna, da Lentini a Messina attraverseremo la nostra Isola per rinsaldare i rapporti tra le realtà che non si arrendono e per costruire nuove connessioni, per ripartire insieme e immaginare la costruzione di una mobilitazione regionale a fine settembre contro le speculazioni energetiche, per l’economia circolare, per una sanità territoriale, per un’efficace prevenzione degli incendi e della desertificazione. Come aria, acqua e suolo sono elementi inseparabili dello stesso sistema, così le lotte di comitati e associazioni devono tra loro essere strettamente connesse per il benessere della nostra terra e di chi la abita».

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