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Lentini| Le opere di Savasta al Beneventano

12 Luglio 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Le opere di Savasta al Beneventano
Cultura
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In mostra l’astrattismo “indefinibile” dell’artista messinese trapiantato nelle Eolie. “Oltre Ulisse” per spingersi oltre e capire il senso della propria esistenza. Sabato il vernissage.

Angelo Savasta

Le opere di Angelo Savasta, apprezzato artista messinese, approdano a Lentini per essere esposte nelle sale del restaurato palazzo Beneventano, dallo scorso maggio affidato ai volontari del presidio locale di Italia Nostra e già meta di migliaia di visitatori grazie alle numerosissime e qualificate iniziative organizzate all’interno della prestigiosa dimora storica della famiglia Beneventano. Il vernissage della mostra, dal titolo “Oltre Ulisse”, è in programma sabato 16 luglio, alle 18.30, alla presenza dello stesso artista, nato a Messina nel 1943. La mostra rimarrà aperta fino al 30 luglio. «Quello del maestro Savasta – racconta il presidente di Italia Nostra Lentini, Giorgio Franco – è da considerarsi come un lungo viaggio alla ricerca di se stesso attraverso gli altri, un viaggio simile ai tanti che la sua vita professionale lo ha portato a compiere da navigante, quando solcava i mari di tutto il mondo. L’approdo nelle Eolie, dove da oltre trent’anni si è fermato, è stato molto importante poiché esse, con i loro sapori, i loro odori e i loro colori, hanno dato ulteriore linfa alla sua ricerca artistica. La sua voglia creativa – aggiunge Franco – è stata sempre contaminata dalla musica, avendola frequentata da autodidatta negli anni ’60 in tutte le sue sfaccettature, suonando in due band. Dal 1965 in poi, il jazz prima e la musica brasiliana dopo, sono stati il suo nutrimento quotidiano, influenzando ogni sua opera e ogni suo tragitto creativo». Quello di Savasta è un astrattismo che lui stesso ama definire indefinibile. Ma perché “Oltre Ulisse”? «Perché crediamo – aggiunge Giorgio Franco – che ciascun uomo dovrebbe spingersi oltre per capire il senso della propria esistenza, viaggiare al di là di ciò che l’occhio fisico percepisce, lasciandosi trascinare dall’istinto e dall’anima. La bellezza produce onestà intellettuale e ricchezza interiore e siamo convinti che l’estetica e il senso del bello possano recuperare l’etica».

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